Biodistretto Lago di Bolsena: il valore delle identità storiche, culturali e agricole

In un video promozionale  il patrimonio di bellezza custodito in oltre 1000 chilometri

BOLSENA – Protagonista la bellezza. È questo il prezioso valore identitario che il nascente Biodistretto Lago di Bolsena vuole custodire, mostrando in un video i suoi incantevoli panorami, le sue risorse naturalistiche, i suoi borghi ricchi di storia, cultura e tradizioni, le produzioni agricole d’eccellenza, il turismo e gli sport ecologici, la biodiversità ad ogni livello del suo ecosistema. Una zona dove tutti – cittadini, agricoltori, operatori economici, associazioni e amministrazioni pubbliche – si mettono d’accordo per gestire le risorse del territorio in modo ecologicamente sostenibile e responsabile.
Ad oggi, sono venti i Comuni aderenti al Comitato Promotore, laziali e umbri, uniti in un patto di corresponsabilità insieme a produttori biologici, scuole, associazioni, operatori turistici e strutture ricettive, per la difesa ambientale di questa vasta area geografica, che si estende per oltre 1000 chilometri quadrati e conta circa 56.000 abitanti.
Il fulcro dello sviluppo economico è la promozione dell’agricoltura biologica, per tutelare il bacino idropotabile del distretto vulsino, a beneficio anche della pesca, del turismo e soprattutto della salute dei cittadini.

I Comuni partecipanti 

Acquapendente, Gradoli, Latera, Proceno, San Lorenzo Nuovo, Bolsena, Grotte di Castro, Celleno, Cellere, Montefiascone, Farnese, Porano, Canino, Bagnoregio, Piansano, Ischia di Castro, Valentano, Capodimonte, I comuni che hanno aderito al Comitato promotore. L’estensione geografica del costituendo Biodistretto copre un’area di 1062,27 km² coinvolgendo 55.799 abitanti. Complessivamente si tratta di oltre centomila ettari che abbracciano il lago di Bolsena estendendosi sia verso l’entroterra umbro sia in direzione del litorale tirrenico.

L’organigramma del comitato promotore è composto in totale da circa 100 soggetti, fra cui 44 aziende agricole biologiche e in conversione, 16 associazioni della società civile, tre istituti scolastici, vari rappresentanti di attività produttive come cooperative, ristoratori e operatori turistici, oltre a un nutrito Consiglio scientifico costituito da oltre venti studiosi e studiose di varie discipline.

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