Montalto di Castro – Cena tra candidati a sindaco, scappa Brundu e Messina si dimette da “professore politico” di Forza Italia

“Terrificante” foto scattata a cena come guanto di sfida all’attuale sindaco Sergio Caci. Iniziata (era ora) la campagna elettorale

MONTALTO DI CASTRO – Grazie alle nostre anticipazioni nel comune che si affaccia sul mar Tirreno è iniziata, di fatto, la campagna elettorale.

Una foto pubblicata sui social ha fatto il resto. Un selfie che ritrae Pietro Brundu, Salvatore Carai e Marco Lenci è stato considerato come un segnale di “ostilità politica” verso l’attuale amministrazione di centrodestra.

Pietro Brundo, Salvatore Carai e Marco Lenci

 

In questi due giorni però, per Pietro Brundu, l’affare o meglio la candidatura si è complicata.

Infatti, il suo mentore Carmelo Messina (nella foto di apertura con Pietro Brundu), è stato rimproverato dai vertici provinciali e regionali per questa sua iniziativa autonoma e senza aver condiviso con il partito la sua “idea”.

La prima reazione di Messina sono state le dimissioni da responsabile della formazione provinciale di Forza Italia anche se a difesa dell’hold Berluscones va detto che si è dimesso da un ruolo di professore dove non ci sono più alunni ormai da anni.

 

 

Andiamo avanti. Marco Lenci continua a provarci ma lo sgarbo fatto alla famiglia Nardi di Pescia Romana, questa volta lascerà strascichi.

Sotto le mentite spoglie del convegno “Per un Progetto Educativo Globale” l’APS “Montalto e Pescia Legate Insieme” ha organizzato a Montalto di Castro, presso il complesso monumentale San Sisto, la prima uscita ufficiale del gruppo di Marco Lenci che guarda alla fascia tricolore con un parterre di ospiti davvero invidiabile ma di queste scrivere più in là.

Nel centrosinistra non stanno combinati meglio. L’ambiziosissimo ma perdente politico di razza Quinto Mazzoni sta provando a riorganizzarsi e pare stia affilando nuovamente la penna. Esperto in esposti e denunce sicuramente qualcosa troverà da fare in questi pochi mesi che mancano dal voto.

Salvatore Carai sta pensando di riproporsi così come Gianni Petronio ma Eleonora Sacconi è sempre in agguato. Tra comunisti, post comunisti, piddini, grillini e accozzaglie varie non sembrano in grado di impensierire qualsiasi sindaco uscirà dal frullatore del centrodestra.

Fratelli d’Italia sono ancora in silenzio ma l’avvocato Marco Fedele, che ne è l’espressione territoriale, sembrerebbe non aver alcuna ambizione di prendere il posto dell’ex amico Sergio Caci perché quello che si lascerebbe dietro è sicuramente superiore a ciò che si troverebbe mettendosi seduto su quella poltrona.

Ma torniamo a Carmelo Messina, Pietro Brundu Marco Lenci. Tutti e tre di Forza Italia. Tutti e tre lavorano nel sottobosco per fare le scarpe all’attuale sindaco Sergio Caci anch’esso di Forza Italia. C’è qualcosa che non torna e proprio per questo da Bolsena, il portaborse del sottosegretario Francesco Battistoni, nonché coordinatore provinciale del partito Andrea di Sorte, avrebbe “bacchettato” l’anziano professore alla formazione politica del partito che, sentendosi accerchiato, ha mollato l’incarico.

Ce la faranno i nostri eroi ad uscire allo scoperto e confessare le loro ambizioni a Sergio Caci?

Come diceva il più grande lucumone etrusco della storia (poco conosciuta) Tarkum: “all’orizzonte si addensano nubi nere e fiamme gialle…”.

 

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