Civitavecchia Porto – Port Authority Security con i giorni contanti e liquidazione in vista

Il 7 luglio assemblea con il socio unico. L’amministratore unico, dopo mesi di torpore e a fine mandato, certifica lo sfacelo della società di sicurezza con un bilancio disastroso

CVITAVECCHIA – Il 7 luglio prossimo, alle ore 10 e 30 circa si svolgerà l’assembla della PAS (Port Authority Security) con il socio unico. Dunque si siederanno l’amministratore unico della PAS, il fantasma Raffaele Marcello con i revisori Matteo Pozzoli, Marcello Pollio e Marco Manovelli. Dall’altra parte il presidente di Molo Vespucci, Pino Musolino, con il segretario generale Paolo Risso.

Un ordine del giorno sconcertante che certifica, di fatto, la fine ingloriosa di questa società in house dopo appena un decennio dalla sua costituzione.

Ad aggravare il tutto ci pensano alcuni lavoratori dell’istituto che, invece di sacrificarsi col lavoro, continuano a marcare visita mettendo a rischio alcuni servizi che vengono così coperti da agenti di istituti privati.

Tornando all’ordine del giorno da discutere il giorno 7 vi proponiamo alcuni dei punti salienti:

  1. Esame della situazione patrimoniale della società al 31.05.2021. Relazione dell’amministratore unico e osservazioni del collegio sindacale incaricato anche della revisione legale.
  2. Provvedimenti socio unico ai sensi dell’art. 2842-bis Cod.Civ.
  3. Proposta d’aumento del capitale sociale della PAS a pagamento per l’importo di euro 650mila,
  4. Relazione Amministratore Unico in ordine alla richiesta formulata dall’AdSP, con nota del 29.04.2021, per la restituzione di euro 475mila per recupero somme corrisposte per servizi non resi nel biennio 2016/2017. Risarcimento danni e costituzione in mora.
  5. Azione di responsabilità nei confronti degli amministratori e dell’organo di controllo in carica nei periodi interessati in ragione delle contestazioni mosse dall’AdSP nei confronti di PAS per la restituzione somme percepite indebitamente dalla società.
  6. Nomina nuovo amministratore unico della società in scadenza di mandato e determinazione compenso spettante.
  7. Approvazione del regolamento per la tenuta della contabilità.

Leggendo i punti in discussione c’è poco spazio all’immaginazione. Soprattutto al punto due dove si decideranno i provvedimenti in base all’articolo 2842 Bis del Codice Civile.

Quando risulta che il capitale è diminuito di oltre un terzo in conseguenza di perdite, gli amministratori devono senza indugio convocare l’assemblea dei soci per gli opportuni provvedimenti.

All’assemblea deve essere sottoposta una relazione degli amministratori sulla situazione patrimoniale della società, con le osservazioni nei casi previsti dall’articolo 2477 del collegio sindacale o del soggetto incaricato di effettuare la revisione legale dei conti. Se l’atto costitutivo non prevede diversamente, copia della relazione e delle osservazioni deve essere depositata nella sede della società almeno otto giorni prima dell’assemblea, perché i soci possano prenderne visione.

Nell’assemblea gli amministratori devono dare conto dei fatti di rilievo avvenuti dopo la redazione della relazione prevista nel precedente comma.

Se entro l’esercizio successivo la perdita non risulta diminuita a meno di un terzo, deve essere convocata l’assemblea per l’approvazione del bilancio e per la riduzione del capitale in proporzione delle perdite accertate. Come è in questo caso.

In mancanza gli amministratori e i sindaci o il soggetto incaricato di effettuare la revisione legale dei conti nominati ai sensi dell’articolo 2477 devono chiedere al tribunale che venga disposta la riduzione del capitale in ragione delle perdite risultanti dal bilancio.

Alla luce di tutto questo è evidente che la fine naturale sarà quella di mettere in liquidazione la società PAS ed affidare i servizi di vigilanza a società esterne titolate a svolgere tali mansioni in ambito portuale.

I sindacati si sono svegliati oggettivamente troppo tardi. In passato abbiamo scritto decine di articoli sullo stato di crisi della PAS e dei rischi a cui sarebbero andati incontro i lavoratori se non avessero agito senza indugio. A nulla sono valse neanche le denunce mosse dall’allora amministratore unico Vincenzo Conte. Alle fine le cose stanno andando come da noi previsto ma oggi è tardi per qualsiasi tipo di azione. Troppo tardi.

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