Viterbo – La battaglia di Raffaello Federighi su Green Pass e obbligo vaccini: “Operazione verità”

VITERBO – Ci sono i pro Vax, i no Vax e quelli che vogliono libertà di pensiero che non rappresentano né gli uni né gli altri. Tra questi una vecchia conoscenza di Viterbo, l’ex ufficiale dei carabinieri Raffaello Federighi.Lei ha seguito l’epidemia di Covid sin da marzo 2020, intervenendo con articoli e interviste, sempre molto critiche. Ma non ha paura?

No. In realtà sono molto preoccupato, essenzialmente per i provvedimenti che sono stati emanati, dall’inizio dell’epidemia ad oggi. Essi sono frutto della paura indotta, della disinformazione, sono tutti palesemente illegali e hanno generato disastri economici, sociali ed etici.

Il Governo dice che agisce per il bene dei cittadini, che c’è un’ emergenza sanitaria, che non si poteva fare diversamente, che l’Italia è un modello.

I vari governi che hanno gestito l’epidemia (Conte 1 e 2, Draghi) non hanno influito minimamente sulla genesi epidemica, che in realtà segue modelli matematici e risente ben poco dei provvedimenti esterni, in compenso i cosiddetti rimedi sono stati disastrosi. Prima di tutto, segnalo il collasso dell’economia nazionale, a gennaio 2020 il PIL era a +0,1% (quindi già fortemente critico), ora è a -10%, la disoccupazione reale riguarda oltre dieci milioni di cittadini, ¼ delle partite IVA chiuderanno a favore dei grandi conglomerati. In secondo luogo, ancora più grave, l’emergenza democratica. Abbiamo assistito, da parte di governi frutto di accordi di palazzo, guidati da Presidenti del Consiglio non eletti da nessuno, ad una svolta autoritaria, con progressiva riduzione dei principi di libertà e dei diritti individuali. Peraltro, è una palese bugia che tutti i Paesi abbiano gestito l’epidemia come l’Italia.

Sembra un poco esagerato e comunque il Governo dice che c’è da tutelare la salute.

I cittadini italiani sono stati posti agli arresti domiciliari, sottoposti al coprifuoco, impedito loro la libera circolazione, la possibilità di lavorare, studiare, fare sport o semplicemente incontrarsi, socializzare e anche di protestare (vietando gli assembramenti). Tutto ciò per un’epidemia influenzale.

Ma il Covid è molto pericoloso e ha fatto tanti morti, ne converrà?

Il Covid è un’epidemia influenzale, che l’OMS definisce “provocata da un virus mutante, facilmente trasmissibile, a ridotta mortalità”. Da ciò ne deriva che se il virus è mutante, non possono esistere vaccini propriamente detti e che la mortalità è in realtà bassa, circa 1,1/100 nella prima fase, attualmente 0,2-0,3/100, perlopiù interessa fasce d’età avanzata, in genere con più patologie gravi pregresse. Ciò è dimostrato dalle statistiche ISTAT ufficiali che, confrontando i decessi del 2019 con quelli del 2020, non registrano scostamenti significativi.

Sembra un film…

La realtà supera spesso la fantasia più sfrenata, in questo caso, se fosse un film, sarebbe dell’orrore e se fosse un’opera teatrale andrebbe classificata come una tragedia. Secondo me è più simile ad una farsa.

Quindi lei non crede all’origine naturale del virus, né all’efficacia dei vaccini?

I principali Paesi, leggendo documentazione ufficiale, sembrano ritenere che il virus Covid sia un prodotto di laboratorio, non è ancora chiaro se il suo rilascio sia stato erroneo o voluto. Di certo, la tesi del pipistrello che infetta il pescatore al mercato del pesce di Wuhan, ormai sembra fantasiosa. Quanto a ciò che lei chiama vaccini è opportuna una precisazione semantica. Essi non lo sono. Sono farmaci sperimentali, che adottano una tecnologia che va a modificare il DNA. Non hanno mai superato la fase di sperimentazione che, per un qualsiasi vaccino, richiede circa sette anni di monitoraggio. Infatti, né le case farmaceutiche produttrici, né i medici che li iniettano, se ne assumono le responsabilità, pretendendo lo scudo penale. I veri studiosi credono alla prevenzione e alle cure domiciliari, efficaci, tempestive e a basso costo, poste in essere dai medici che agiscono in scienza e coscienza. Certo, tutto ciò non genera i mostruosi profitti che i vaccini, i tamponi e le mascherine garantiscono alle case farmaceutiche.

Ma allora gli obblighi vaccinali e i green pass sono legali?

Sono frutto di una cornice di mostruosa illegalità. Prima di tutto, essendo farmaci sperimentali e non certamente vaccini, ricadono in una normativa sovranazionale, regolamentata dai trattati internazionali di Norimberga, Helsinki e Oviedo, che vietano l’obbligatorietà dei trattamenti medici sperimentali, senza un formale consenso informato. Sull’argomento è intervenuto recentemente il Consiglio Europeo che ha rammentato a tutti i Paesi membri il divieto dell’obbligo vaccinale e qualsiasi discriminazione nei confronti di chi rifiuta tali trattamenti ( Regolamento UE 2021/953 del Parlamento Europeo e del Consiglio). Infatti, il TAR ha sospeso l’obbligo vaccinale per il comparto sanitario e il green pass è quindi illegale e inapplicabile (certamente l’esercente di un locale pubblico non può conoscere i dati medici, riservati e sensibili di un cliente, né identificarlo). L’identificazione è riservata agli agenti di polizia, che però non possono conoscere i dati medici. Ritengo che anche il green pass sarà oggetto di ricorso e ritenuto illegale, del resto esso è emanato con un DPCM (non con un DL come si vuole fare credere) ed essi sono stati tutti ritenuti meri regolamenti, quindi privi di effetti giuridici e nulli dalla Corte di Cassazione.

Il quadro che lei fa, se vero, è inquietante. Cosa può fare il cittadino?

Informarsi, associarsi e rivolgersi a consulenti legali esperti ed affidabili. Non credere ad un’informazione a senso unico, priva di contraddittorio, che da’ voce soltanto a persone in qualche modo con rilevanti conflitti d’interesse. Se i propri diritti non vengono difesi essi verranno tolti. Parlo di diritti che non sono negoziabili in alcuna circostanza e per nessuna ragione. Se viviamo nella paura e nella menzogna il modo di vivere libero e democratico che conoscevamo, per il quale i nostri padri e i nostri nonni hanno combattuto, sparirà per sempre. Vivremo in una società tecnocratica, senza più classi medie, con un 5% di elite ricchissima e un 95% di persone che non avranno nulla e saranno strettamente controllate. Vedo con sollievo, che i cittadini cominciano ad organizzarsi e a protestare, legalmente e pacificamente, certo, ma con crescente fermezza, per impedire la prosecuzione dello scempio sociale e giuridico in atto. Pertanto faccio un plauso all’opera meritoria delle varie organizzazioni di liberi cittadini come “Viterbo c’è”, “Fronte del Dissenso”,” Difesa della Costituzione”, “Di Nuovo Liberi” con le quali mi onoro di collaborare.

Ma è terribile…

Si chiama globalizzazione e si sta realizzando rapidamente, sotto i nostri occhi, con spregiudicata arroganza, da parte di politici al soldo della finanza internazionale. Ma non è detto che ci riescano, lei, con un’informazione corretta e non asservita, può liberare i cittadini dalle catene della paura, farli ragionare e aiutarli a riprendersi i diritti che sono stati a loro ingiustamente tolti. Quindi, grazie, a nome loro e mio personale. Spero torneremo presto ad essere DI NUOVO LIBERI.

3 Replies to “Viterbo – La battaglia di Raffaello Federighi su Green Pass e obbligo vaccini: “Operazione verità”

  1. GRAZIE per l’impegno e la serietà con la quale segue personalmente certe situazioni e con la quale porta avanti certe battaglie nessuno deve essere vittima e/o carnefice ….la pandemia va combattuta prima di tutto restando uniti….non si può e non si deve discriminare e creare situazioni tali dove ogni cittadino guarda in cagnesco l’altro accusandosi a priori l’uno con l’altro di essere l’untore….non può e non deve continuare questa strategia del divide et impera io non sono contro la vaccinazione ,lo Stato ha deciso , l’UE ha deciso che è su base volontaria questo di fatto rende di per sé il green pass una trovata discriminatoria pur facendo il vaccino per regola e per rispetto, si dovrebbe fare il tampone almeno una volta a settimana ,stando a ciò che viene detto dai vari medici e virologi i quali affermano che ci si può contagiare ed essere contagiati comunque. Ed invece molti già si sentono liberi perchè il green pass li definisce immunizzati, alcuni entrano nei locali senza le mascherine non rispettano più il distanziamento non si rendono più conto che comunque se un pericolo c’è loro stessi non ne sono totalmente fuori.

  2. Credo che negli argomenti che il dott.Federighi ha esposto e sottoposto alla libera riflessione dei lettori emerga un aspetto fondamentale: l’importanza di una informazione non monocorde e a senso unico, ma con un necessario contraddittorio che metta in condizione ognuno di noi di arrivare ad una scelta consapevole e ponderata.
    Questo credo debba essere alla base di un sistema democratico che voglia rivolgersi a dei cittadini sovrani e non a sudditi impauriti e ubbidienti!
    Non si può salvare la vita rinunciando alla libertà e ai propri diritti. Chi nella storia del nostro Paese si è sacrificato in nome della libertà, lo ha fatto perché sapeva che senza libertà non c’è vita! Il diritto alla salute non può far sparire tutti gli altri.
    Peraltro ritengo che gli stessi che hanno per più di venti anni tagliato la sanità pubblica, non possano ora essere credibili se dicono che la salute è la cosa più importante.
    In questa ottica di diritti sottratti e denegati in nome di un’emergenza permanente( che diventerà la nuova normalità) il “ marchio verde “ serve solo a discriminare, a dividerci in buoni e cattivi, guelfi e ghibellini e a giustificare l’adozione di ulteriori provvedimenti con preoccupanti derive autoritarie.
    Questi sono i temi che ci dovrebbero unire e appassionare tutti , evitando di cadere nella trappola di chi preferisce fomentare contrasti additando , come eversivo, complottista, no vax, irresponsabile ecc. chi invece pone argomenti di concreto interesse per la nostra vita.
    Non riconoscerlo significa scivolare in un pericoloso lockdown cognitivo, riducendoci a novelli prigionieri , non pronti a riprenderci la libertà di cui siamo stati privati, ma convinti che non ci possa essere un altro mondo rispetto a quello in cui ci hanno reclusi.

  3. È troppo poco “visibile” il lavoro in Viterbo dei “no green pass” come del resto sono io. Ad esempio non si sa dove firmare fisicamente, non ho trovato facilmente un sito internet di riferimento, solo roba sui social, che però non raggiungono che il 24% della popolazione viterbese. Io non ho social. Non ho visto manifesti in giro per la città che dicano ” vieni a firmare per il referendum …. In via, presso alle ore …”. Così secondo me sarà un flop! Io vorrei dare una mano, ma non so chi contattare. Come al solito si ragiona alla viterbese: ” …tanto la gente lo sa dove sono ..” e non trovi nessuna insegna o indicazione. Prof. Mauro Luigi Navone – Viterbo.

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