Olio del Lazio – La nuova guida di Repubblica in edicola e online dal 15 novembre

Produttori, chef e personaggi famosi raccontano il loro rapporto con l’ “oro verde”

Un’altra perla nella collana Olio d’Italia. Le bellezze paesaggistiche e i tesori culturali, le ricchezze enogastronomiche e, ovviamente, il patrimonio olivicolo di ogni territorio vengono messi in luce e seguiti da focus su grandi storie, interviste a imperdibili personaggi, consigli sulle eccellenze dell’artigianato da acquistare e sulle aziende che utilizzano l’ulivo e l’olio per produzioni non legate strettamente alla tavola. La Guida sarà in edicola e online dal 15 novembre 2021

“In ogni pasto è l’olio l’ingrediente fondamentale, il più importante. Lo utilizzo senza lesinare”. Parola di Orietta Berti, oltre mezzo secolo di carriera tra musica e spettacolo, più di 16 milioni di dischi venduti, disco di platino con il singolo “Mille” che l’ha vista in compagnia di Fedez e Achille Lauro. L’occasione è la Guida di Repubblica dedicata all’olio del Lazio, seconda perla della collana Olio d’Italia, realizzata in collaborazione con l’Arsial.

Quella della Berti non è l’unica testimonianza d’eccellenza ad aprire il il volume. Ecco infatti i racconti dello scrittore Antonio Pascale, dell’architetto Paolo Portoghesi, che nella sua casa di Calcata cura ulivi centenari, di Ilaria Venturini Fendi, che traccia un ponte tra il mondo della moda e quello dell’agricoltura biologica, del sociologo Paolo Crepet, che apre le porte della sua Corte della Maestà a Civita di Bagnoregio, di Leo Gassmann, cantante innamorato della sua regione, e dell’attore Sandro Ghiani.

Ancora, la voce di alcuni tra i migliori chef della regione, che raccontano il loro rapporto con l’extravergine di oliva, dai fratelli Serva ad Iside De Cesare, da Antonello Colonna a Danilo Ciavattini, passando per Salvatore Tassa, Gino Pesce, Benito Morelli e Daniele Usai.

Inizia così il racconto del Lazio attraverso le sue produzioni olivicole di eccellenza, così come i volti, i luoghi e le storie che sono legati a queste stesse produzioni. Gli itinerari territoriali attraversano diverse grandi aree, dalla Tuscia alla Sabina, dall’agro romano alle Colline pontine, fino alla Ciociaria. Le bellezze paesaggistiche e i tesori culturali, le ricchezze enogastronomiche e, ovviamente, il patrimonio olivicolo di ogni territorio viene messo in luce e seguito da focus su grandi storie di territorio, consigli sulle eccellenze dell’artigianato da acquistare e sulle aziende che utilizzano l’ulivo e l’olio per produzioni non legate strettamente alla tavola.

Seguono, per ogni zona, decine di consigli su dove mangiare, dove dormire e cosa comprare nei vari centri attraversati; un occhio di riguardo sarà riservato per i locali nei quali l’olio viene esaltato e per le dimore nelle quali si dorme tra gli ulivi. Ed ecco i produttori di olio, a ognuno dei quali viene riservato un ampio spazio di eccellenza per mettere in mostra caratteristiche e peculiarità.

Ancora, le feste di piazza dedicate all’olio, eventi sentiti nel calendario in ogni parte della regione. E se gli chef proporranno le loro ricette da realizzare in casa con uno dei grandi oli laziali sia tra gli ingredienti che in abbinamento, non mancherà un approfondimento sulle cultivar. Infine, la scoperta del “vero” e del “falso” rispetto alle convinzioni che riguardano la produzione, il consumo e le proprietà dell’olio.

“È molto bello associare l’inizio di una storia millenaria con l’inizio della storia di un prodotto”, scrive nella sua introduzione il direttore delle Guide di Repubblica Giuseppe Cerasa: “Nel Lazio la storia degli etruschi, dei coloni greci, degli imperatori romani degli ordini religiosi (benedettini in primis) si incrocia in maniera indelebile con la storia degli ulivi, con la potenza di un prodotto, l’olio, che riesce a contenere in se’ il meglio della terra, della salubrità, della longevità”.

“Il nostro territorio è in grado di offrire una grande varietà di tipicità enogastronomiche, insieme a un patrimonio culturale invidiabile”, dichiara Mario Ciarla, presidente di Arsial – Agenzia Regionale per lo Sviluppo e l’Innovazione dell’Agricoltura del Lazio: “L‘olivicoltura è una grande ricchezza per il Lazio ed è il presupposto per il recupero di centinaia di ettari di oliveti a rischio di abbandono. Necessità, quindi, di essere valorizzata, comunicata e fatta conoscere anche attraverso canali diversi rispetto a quelli più tradizionali. Questa Guida va proprio in questa direzione perché punta i riflettori su uno dei prodotti tipici del Lazio raccontandone la storia, le tradizioni e le eccellenze”.

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