Rifiuti Lazio – Acea vuole recitare la parte del leone nella gestione. Ma Cerroni non rimane a guardare

La partecipata del comune di Roma pronta, attraverso l’acquisizione di alcuni impianti e l’accordo chiuso con AMA (e benedetto da Gualtieri), a gestire la maggior parte dei rifiuti di Roma e della regione. Cerroni continuerà a dire la sua grazie alla discarica di Viterbo

ROMA – L’accordo tra Ama (100% partecipata) e Acea (51% del Comune) siglato nei giorni scorsi in Campidoglio, alla presenza del sindaco Roberto Gualtieri e dell’assessore Sabrina Alfonsi, costituisce un piccolo palliativo per affrontare la crisi della spazzatura in strada. Il termovalorizzatore di San Vittore, che già serve in parte il Comune di Roma, prenderà circa 120 tonnellate a settimana di scarti che escono dal Tmb di Rida Ambiente ad Aprilia.

In realtà Acea Ambiente ha progetti molto più ambiziosi che potrebbero arrivare presto a dama grazie ad interessi convergenti tra le attuali amministrazioni capitolina e regionale.

Con la benedizioni di chi, in questi mesi, ha fatto finta di candidarsi contro il candidato di centrosinistra ma che da tempo strizza l’occhio ad Acea. Per tornare, poi, con molta probabilità, nel partito in cui ha militato per anni.

La partecipata del comune di Roma ha da tempo messo gli occhi sulla Ecosystem srl, gestore dell’impianto di TM di Pomezia (RM). Questo impianto, che gestisce i rifiuti solo con il “Trattamento Meccanico”, da alcuni anni ha visto crescere a dismisura (nonostante sia solo un TM e quindi non idoneo a soddisfare gli obbiettivo del vigente Piano Rifiuti regionale) il traffico del materiale in entrata ed è, quindi, diventato “appetibile” ad eventuali acquirenti.

La Giunta Regionale del Lazio, guidata da Nicola Zingaretti, nell’estate 2020 ha varato un Piano Rifiuti nato male: mancano gli impianti e, per l’ennesima volta, si considera sufficiente un aumento (su carta) della differenziata. In questi anni molte regioni sono venute in soccorso del Lazio e tra queste l’Abruzzo. Con l’impianto Tmb Deco di Chieti, anch’esso entrato in orbita Acea, che ha siglato l’accordo per l’acquisizione del 65% appunto di Deco, principale operatore nel settore ambiente in Abruzzo.

Consolidando la presenza di Acea Ambiente nel centro Italia con accelerazione nel settore del trattamento dei rifiuti. Deco è in Abruzzo ma da anni è funzionale alla risoluzione dell’emergenza laziale.

L’accordo tra Acea e Ama con la benedizione del Campidoglio va avanti, nonostante Acea Ambiente sia stata pesantemente bacchettata da Arpa Lazio sul progetto per la realizzazione della IV linea all’impianto di termocombustione di San Vittore del Lazio.

L’Agenzia regionale, infatti, ha accusato Acea Ambiente di aver tenuto una condotta negligente nella pratica relativa alla autorizzazione in questione, arrivando anche a decidere di “non partecipare alla seduta della seconda seduta della Conferenza dei servizi tenutasi lo scorso 25 ottobre visto il perdurare di questo atteggiamento”. La Direzione regionale, però, sembra non voler ascoltare le perplessità di Arpa, visto che, comunque, la pratica autorizzativa va avanti.

Appare chiaro, quindi, il delinearsi di uno scenario abbastanza preciso. Acea tratta buona parte dei rifiuti del Lazio potendo anche contare sulla prossima autorizzazione della discarica a Magliano Romano. Sito finito sotto il controllo della partecipata del comune di Roma. Lo stesso, infatti, attualmente ospita inerti ed è di proprietà di Idea 4 che ha un contratto con la Berg Spa.

Cosa c’entra Acea? La stessa Berg è posseduta al 60% da Acea Ambiente, una delle società controllate dalla partecipata (al 51%) del comune di Roma.

Facile per Acea, dunque, individuare la discarica di servizio per il conferimento dei rifiuti del post-trattamento.

Il resto dell’impiantistica regionale, invece, con molta probabilità dovrà continuare a fare i conti con Manlio Cerroni che nella sua discarica di Viterbo deciderà chi “ospitare” e chi no.
Di sicuro conferiranno rifiuti a Viterbo i TM Refecta, CSA di Castelforte, e i TMB di Malagrotta 1 e 2, di Viterbo e la Saf di Colfelice. Per loro l’unica strada percorribile sarà quella di finire tra le braccia del “supremo”.

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