Regione Lazio – Premio Willy, le carte parlano chiaro: le “fake news” le racconta la maggioranza di Zingaretti

ROMA – Ennesima accusa di bufala sbugiardata in diretta durante la seduta di Consiglio regionale.

I documenti dimostrano che il centrosinistra, terrorizzato dall’ennesima gaffe, ha messo sotto torchio gli uffici per pubblicare in un solo giorno il bando.

La toppa necessaria per sanare l’immobilismo dell’amministrazione Zingaretti che da agosto ad oggi non aveva compiuto nessun atto. Gelo in Aula dopo la produzione delle prove da parte del Gruppo Fratelli d’Italia.

Le carte parlano chiaro: nello stesso giorno in cui è stato denunciato dalla stampa e dai comunicati di FdI il taglio dei fondi per il premio Willy, gli uffici di Zingaretti sono corsi ai ripari triplicando lo stanziamento per il concorso contro il bullismo. Dopo mesi di inattività la Giunta regionale da inizio all’iter per la pubblicazione del bando per il premio (approvato a tempo di record, soltanto dopo 7 ore) alle 14.44 del 18 novembre, alcune ore dopo la denuncia della leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, e del consigliere regionale Chiara Colosimo.

I consiglieri della maggioranza di Zingaretti dovrebbero ricordare che quando bollano come fake news le denunce di FdI rischiano di farsi male ed essere, come minimo, sbugiardati.

Ricordiamo il caso delle mascherine, con tanto di post sulla pagina facebook ufficiale della regione Lazio che aveva cercato di “stoppare” la prima interrogazione del consigliere regionale Chiara Colosimo, accusandola di diffondere bufale.

Oppure quando, a fine marzo scorso, hanno tentato di definire la Concorsopoli di Allumiere una invenzione della stessa Colosimo, salvo poi fare dietrofront con le dimissioni del principale artefice (Mauro Buschini) delle discutibili assunzioni dalla graduatoria del piccolo centro sui monti della Tolfa.

Nella seduta di Consiglio regionale del 24 novembre, l’esponente del PD, Eleonora Mattia, parlando del taglio dei fondi al Premio Willy contenuto nell’emendamento Leodori, ha dichiarato, testualmente “da settembre, con l’assessore Di Berardino, stavamo lavorando al bando che praticamente era pronto per la pubblicazione… Sono stata chiamata dal vicepresidente Leodori, prima di portare quel documento in Commissione bilancio, il quale mi aveva prospettato l’idea di triplicare i fondi…”.

 

iter atti willy

 

“A differenza delle interlocuzioni dirette, che in queste settimane sono diventate più importanti delle leggi, noi leggiamo le carte”. Questa la replica del Presidente della Commissione Trasparenza e Pubblicità, Chiara Colosimo, nel suo intervento alla Pisana.

“Quindi, come fa, colleghi, di media, un Consigliere regionale, che sia di maggioranza o di opposizione, abbiamo reso noto che nella PDL n. 311 che stiamo analizzando c’è il taglio dei famosi 20.000 euro… non basta occuparsi di fare 127 comunicati in batteria per dire che quello che noi diciamo è falso. C’è un piccolissimo particolare: sappiamo leggere. E sanno leggere pure quelli fuori da qui”.

Gli atti che pubblichiamo e che sono stati mostrati nella seduta del Consiglio regionale da Chiara Colosimo e Sergio Pirozzi, però, non lasciano spazi a dubbi e confermano che la Giunta regionale ha cominciato a lavorare alla stesura del bando soltanto alle ore 14.44 del 18 novembre.

Smentendo, quindi, le parole della consigliera Mattia. Soltanto alcune ore dopo l’articolo/denuncia de Il Tempo e i comunicati stampa di Giorgia Meloni e Chiara Colosimo, gli uffici di Zingaretti hanno dato il via alla procedura con lo “stato iniziale della proposta”.

Nelle ore successive, in fretta e furia, è stato completato l’iter dell’atto per dare modo ad alcuni esponenti della maggioranza di bollare come fake news le dichiarazioni dell’opposizione.

Peccato per loro che gli atti li sanno leggere tutti e questi documenti dimostrano che i lavori per la pubblicazione del bando sono cominciati alle 14.44 del 18 novembre per terminare con la firma del Direttore Marco Marafini e l’inoltro ai proponenti in tarda serata (esattamente alle 21.35).

Sergio Pirozzi, nel tardo pomeriggio del 24 novembre, ammutolisce i sostenitori della tesi delle fake news così: “Esce una presa di posizione di Giorgia Meloni.

Chi si era battuto per questo fondo alza la voce, va all’Assessorato e dice: ‘Guarda che qui voi ci avete levato i soldi. Bisogna rimetterli’.

Tant’è che esce il comunicato di Giorgia alle ore 13,30 (con il taglio che era già stato denunciato da alcune ore) e alle ore 14,44 parte lo stato iniziale della proposta, per cui un’ora e un quarto dopo il comunicato, perché nessuno si era accorto che all’interno di questo malloppo veniva levato questo fondo, fondo indispensabile sia per il valore, ma anche per la propaganda. È stato così.

Per cui, hanno fatto una proposta alle ore 14,44 ‒ si è chiuso l’iter la sera ‒ per attribuire le risorse levate sul POR, sui fondi europei dell’FSE. Eccola qui la storia. È vero che tutto è bene quel che finisce bene, però non si può dire che quello che è stato fatto da Fratelli d’Italia erano fake news. Anzi, forse, senza quell’intervento oggi non staremmo a parlare di questa determina”.

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