Tarquinia, in un video l’omicidio di Angeletti (FOTO). Indagini sulla vita privata del professore hanno portato al nome dell’assassino

In corso gli ultimi accertamenti. Il provvedimento di arresto già sul tavolo del sostituto procuratore Alessandro Gentile

TARQUINIA – Ci sarebbe un sospettato su cui si sta concentrando in queste ore l’attenzione degli investigatori che indagano sull’omicidio di Dario Angeletti, il docente trovato morto in auto ieri a Tarquinia. I carabinieri hanno ascoltato parenti e amici dell’uomo per acquisire ulteriori elementi utili alle indagini.

Nel tardo pomeriggio di oggi si sono presentate in caserma, chiamate dai carabinieri, le due sorelle del docente universitario.

Avrebbero firmato anche il provvedimento che autorizzava l’esame autoptico che, salvo imprevisti, dovrebbe essere effettuato nella tarda giornata di domani a Roma. A svolgere l’esame sulla salma la dottoressa Maria Rosaria Aromatario nominata dalla Procura di Civitavecchia.

Dario Angeletti

Per chi indaga l’omicidio sarebbe maturato nella cerchia delle conoscenze personali e non lavorative di Angeletti. In un primo momento si erano diffuse voci su fermi ed arresti che in realtà non ci sono mai stati. La persona portata in ospedale a Belcolle, colta da malore durante la perquisizione, non sarebbe infatti soggetta a provvedimenti di alcun genere. La notizia diffusa di prima mattina da un giornale online di Viterbo avrebbe infatti ingenerato una serie impressionante di voci incontrollate che, in un primo momento, avevano lasciato addirittura pensare che l’assassino potesse essere uno dei colleghi di Angeletti che vivono, casualmente, proprio a San Martino al Cimino dove la persona sottoposta a perquisizione e poi ricoverata abita.

Come anticipato da questo blog, invece, determinanti sono state le immagini di una delle 90 telecamere che il sindaco Giulivi ha voluto posizionare su tutto il territorio.

Ecco dove si trovava la macchina di Angeletti al momento dell’omicidio.

Questa invece l’immagine fissa della telecamera che avrebbe registrato nel dettaglio l’omicidio avvenuto pochi minuti prima delle 15 di ieri. Nel riquadro giallo del frame il luogo dove è avvenuto il fatto di sangue. Tutto immortalato dalle telecamere. Attimo per attimo.

Mentre sono ancora in corso gli accertamenti sul cellulare di Angeletti, proprio le celle telefoniche hanno fornito immediati indizi agli investigatori e ristretto il campo dei sospettati.

In linea d’aria dal parcheggio delle Saline dove è avvenuto l’omicidio e l’ufficio di Angeletti ci sono circa 500 metri.

Questa nella foto la sede dell’Unitus all’interno dell’oasi naturale delle Saline.

A poche decine di metri dagli uffici dell’Università c’è la sede dei Carabinieri Forestali di stanza all’interno delle Saline e dove si trova parcheggiata e custodita sotto sequestro la macchina di Dario Angeletti, una Volvo V40 grigia dove è quasi impossibile trovare tracce della tragedia. Grazie ad un potente teleobiettivo siamo riusciti ad ingrandire e “fermare” una zona dove le tracce ematiche sono evidenti e cioè tra il cruscotto, lo stereo e l’accendisigari.

Gli inquirenti hanno le idee chiare. L’arresto è questione di ore. Mancano i dettagli. Forse la piena confessione ma, l’assassino ha già un volto e un nome.

Sarà reso pubblico dopo che il sostituto procuratore Alessandro Gentile e il procuratore capo Vardaro apporranno le proprie firme sul decreto già predisposto.

“Siamo sconvolti dalla morte del nostro concittadino Dario. Tarquinia da alcune ore sta vivendo uno dei suoi momenti più bui. Mi unisco al dolore dei familiari e delle persone a lui più care, fiducioso che la giustizia faccia presto il suo corso. In questo giorno di lutto e sgomento saranno sospese le celebrazioni dell’accensione delle luminarie, lasciando spazio alla preghiera e alla riflessione”: questo il messaggio di cordoglio del sindaco Alessandro Giulivi sui social.

Il Rettore dell’Università della Tuscia ha sospeso tutte le lezioni del corso di Angeletti.

Encomiabile il lavoro dei carabinieri guidati dal colonnello comandante del Gruppo di Viterbo, Andrea Antonazzo che nel giro di poche ore avevano già ben chiaro quello che era accaduto in quel parcheggio dove i due, ormai è tesi consolidata, si erano dati appuntamento.

Motivo passionale? Forse. Motivo di lavoro? Escluso. Non rimane che attendere la versione ufficiale degli inquirenti che, come detto, è solo da rendere nota.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *