Alessio Porcu e quel violento attacco alla Procura di Cassino

Abbiamo cercato di avere risposte dal vice direttore Martina Ottaviani ma non si è resa al momento reperibile perché impegnata, forse, a distribuire calendari

CASSINO – Procura e magistrati di Cassino sotto attacco del “giornalista enologo” Alessio Porcu. Sono tante, tantissime le segnalazioni che giungono in redazione su iniziative “editoriali” a dir poco sconcertanti.

Noi avevamo lasciato il collega alle prese con le zampogne, il vin brulé e non pensavamo che potesse passare dalla “cortesia istituzionale” nei confronti del Procuratore Capo di Cassino, Luciano D’Emmanuele, all’accusa a qualcuno dei suoi uffici di utilizzare iniziative giudiziarie per “azzoppare” questo o quel politico di turno. Ma andiamo per ordine.

Era il 28 marzo scorso quando con un “lucido” editoriale il giornalista ed enologo Alessio Porcu “vergava” parole che suonavano come un avvertimento nei confronti di qualcuno (forse per intimorirlo):

È per questo che abbiamo deciso di incontrare già domani il Procuratore della Repubblica di Cassino ed il prefetto di Frosinone, per le parti di rispettiva competenza. Questo al fine di anticipargli, per cortesia istituzionale, la serie di elementi anomali dei quali siamo venuti a conoscenza in questi giorni, prima di consegnare alla Polizia Giudiziaria la relativa documentazione.

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Avrà detto tutto al Procuratore D’Emmanuele?

Non possiamo saperlo né tanto meno immaginarlo ma, dalle zampogne alle accuse pesanti verso quella Procura per la quale aveva usato tanta “cortesia istituzionale” è stato un tutt’uno.

Qualche giorno fa, infatti, per difendere uno dei suoi maggiori ex sponsor di testata (Gianluca Quadrini) è arrivato a scrivere:

Può festeggiare mangiando il vitello grasso Gianluca Quadrini: l’ex presidente della Comunità Montana di Arce è stato ospitato nella lista della Lega dopo che l’onorevole Francesca Gerardi aveva posto l’aut aut minacciando di portare la questione all’attenzione di Matteo Salvini.

Quadrini doveva aderire ufficialmente alla Lega, glielo ha impedito un’inchiesta della Procura di Cassino dal tempismo perfetto per chi voleva azzoppare quella salita sul Carroccio. Francesco Gerardi e Gianluca Quadrini ha stravinto: senza Comunità Montana e con tutto il fango addosso che è stato possibile tirargli.

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Leggendo queste righe, scritte nel dopo convegno sulle zampogne, il buon Porcu lascia intendere, o almeno noi così capiamo da quelle righe, che qualcuno della Procura di Cassino fosse in combutta con qualche detrattore politico del suo ex sponsor e anche qualche giornalista.

Ma non si è fermato qui il “delirio” del collega di sinistra convinto e non pentito.

Ieri, sempre sulle colonnette del prezioso blog, che produce ingenti introiti pubblicitari (beato lui), si è lasciato andare ad un attacco senza precedenti nei confronti di quella Procura alla quale aveva usato tanta “cortesia”, evidentemente non ricambiata.

Uno scritto firmato da un ex cronista di giudiziaria se non ricordiamo male quale il Porcu era in gioventù:

Nessuna legge avrebbe mai potuto fare così male al potere giornalistico-giudiziario quanto questa legge sulla presunzione di
innocenza.

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Abbiamo cercato di capire cosa possa essere successo al mega direttore galattico dell’AlessioPorcu.it e quindi abbiamo cercato, inutilmente, di metterci in contatto con la disponibilissima e sagace Martina Ottaviani sempre sensibile alle questioni che riguardano il blog per il quale lavora. Non abbiamo avuto fortuna. Forse, così a ridosso del Natale, potrebbe essere impegnata nel cercare regali da mettere sotto l’albero o distribuire calendari. Non lo sappiamo di preciso ma ci chiediamo cosa possa aver combinato il Procuratore Capo di Cassino, Luciano D’Emmanuele o si suoi sostituti per irritare così tanto un esperto di zampogne e vino come Alessio Porcu? Lo capiremo presto. Molto presto.

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