Manutenzione strade e arredo urbano: 1,7 milioni per i comuni della Tuscia

VITERBO – Manutenzione delle strade e decoro urbano, in arrivo un milione e 700 mila euro per i comuni della provincia di Viterbo.

Si tratta di fondi statali previsti dal Bilancio di previsione 2022 e dal Bilancio pluriennale 2022-2024, per la manutenzione straordinaria delle strade comunali, dei marciapiedi e dell’arredo urbano. L’assegnazione è avvenuta il 14 gennaio tramite un decreto del Ministero dell’Interno, per un totale su scala nazionale di 300 milioni di euro (200 per l’anno 2022 e 100 per il 2023).

Il contributo è stato calcolato in base al numero della popolazione. La quota spettante ai comuni della provincia di Viterbo ammonta a 1.717.500 euro. Ecco il riparto.

– 260mila euro (160mila+80mila euro) a Viterbo;

– 90mila euro ciascuno (60mila+30mila) a Civita Castellana, Montefiascone, Tarquinia, Vetralla;

– 37.500 euro ciascuno (25mila+12.500) a Acquapendente, Canino, Capranica, Caprarola, Fabrica di Roma, Montalto di Castro, Nepi, Orte, Ronciglione, Soriano nel Cimino, Sutri, Tuscania, Vitorchiano;

– 15mila euro ciascuno (10mila+5mila) a Arlena di Castro, Bagnoregio, Barbarano Romano, Bassano in Teverina, Bassano Romano, Blera, Bolsena, Bomarzo, Calcata, Canepina, Capodimonte, Carbognano, Castel Sant’Elia, Castiglione in Teverina, Celleno, Cellere, Civitella d’Agliano, Corchiano, Faleria, Farnese, Gallese, Gradoli, Graffignano, Grotte di Castro, Ischia di Castro, Latera, Lubriano, Marta, Monte Romano, Monterosi, Onano, Oriolo Romano, Piansano, Proceno, San Lorenzo Nuovo, Tessennano, Valentano, Vallerano, Vasanello, Vejano, Vignanello, Villa San Giovanni in Tuscia.

Gli enti beneficiari sono tenuti a iniziare l’esecuzione dei lavori entro il 30 luglio 2022 per i contributi relativi all’anno 2022 ed entro il 30 luglio 2023 per quelli relativi all’anno 2023, a pena di decadenza. Nei casi di mancato rispetto degli stessi termini o di parziale utilizzo, verificati attraverso il sistema di monitoraggio delle opere pubbliche (Mop) della Banca dati delle pubbliche amministrazioni (Bdap), è prevista la revoca del contributo, in tutto o in parte, con successivi decreti ministeriali.

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