Santa Marinella – Operazione “Grandfather”, la Procura ha chiuso le indagini

Il Gip Paola Petti ha ridimensionato drasticamente il numero degli indagati e chiesto il processo solamente a tre di loro per i maltrattamenti nella Rsa “Santa Marinella”

CIVITAVECCHIA – Operazione “Grandfather” si è ufficialmente chiusa il 17 marzo scorso quando il giudice per le indagini preliminari,  Paola Petti, letti gli atti trasmessi dal magistrato Federica Materazzo, ha fissato per il prossimo 30 giugno l’udienza preliminare.

Parliamo dei maltrattamenti nei confronti di alcuni anziani ospiti della Rsa “Santa Marinella”.

All’origine dell’inchiesta nata nel 2018 il numero degli indagati era molto consistente. Il Gip ha chiesto però il processo solamente per tre di loro e precisamente Roxana Pilar Rosa CarrionGiorgio Coccia  e Alessandro Pisu.

Come i lettori ricorderanno, il magistrato Federica Materazzo aveva notificato 17 avvisi di garanzia ad altrettanti operatori socio sanitari ed infermieri. Tutto ebbe inizio il 6 ottobre del 2018 quando una coppia di coniugi si recò dai carabinieri di Civitavecchia per denunciare presunti maltrattamenti subiti dall’anziano padre. Una denuncia dettagliata dove venivano raccontati diversi episodi.

La Procura incaricò per le indagini i carabinieri della locale stazione di Santa Marinella con il supporto della Compagnia di Civitavecchia.

Con uno stratagemma i militari riuscirono a posizionare videocamere e microspie in diversi ambienti. Una dove era ricoverato l’anziano i cui parenti avevano sporto denuncia. Alcune nella sala ricreazione. Altre in sala mensa e in medicheria.

 

Ancora non è pronta la colazione, mancano ancora parecchio tempo ma gli anziani sono abbandonati a loro stessi nella sala ricreazione

Una piccolissima quantità di materiale se si considera la vastità del complesso dislocato su tre piani e con oltre 100 camere da letto.

Quarantacinque giorni di audio e video che una volta sbobinati hanno confermato i timori di quella coppia che aveva sporto denuncia.

Alcuni operatori usavano metodi violenti nei confronti di alcuni anziani ospiti. Li incappucciavano. Legavano con le lenzuola o con le camice da notte. Addirittura qualcuno li legava con i cerotti e li irrideva definendoli “salcicce”. Poi schiaffi, strattoni, spinte, parolacce, insulti. Di tutto.

 

Infermieri e OSS discutono del più e del meno ignorando lo stato degli anziani intorno a loro. Se qualcuno si lamenta sono schiaffi

 

Come se non bastasse quei poveri ospiti terrorizzati dai maltrattamenti subiti non riuscivano più neanche a comunicare con i propri cari. Svegliati nel cuore della notte per cambiarli e poi abbandonati sulle carrozzine. Sedazioni non prescritte e fatte in qualsiasi ora del giorno o della notte pur di non avere più rotture di scatole. Poi chi si rifiutava di mangiare veniva ingozzato a forza attraverso l’utilizzo di enormi siringhe con le quali sparavano in gola il cibo fatto diventare poltiglia e mischiato tutto insieme.

 

Anziano incappucciato, maltrattato, sbattuto sulla sedia a rotelle e immobilizzato

 

 

L’operatore socio sanitaria sta riempiendo una grossa siringa per servire il pranzo a questo signore anziano. Vi risparmiamo il suo volto dove traspare sofferenza e paura
L’operatore socio sanitaria spara il cibo in gola al povero ospite con una grossa siringa e anche in questo caso vi garantiamo che non è un bel vedere

I tre imputati sono indagati a vario e in concorso per maltrattamenti, falso ideologico ed altro.

Coccia Pisu infermieri presso la casa di cura di Santa Marinella accusati di aver costretto a penose condizioni di vita molti anziani ospiti.

Stessa cosa dicasi per la Carrion.

Per tutti gli altri indagati, invece, le posizioni sembrerebbero essere state archiviate a meno di eventuali stralci dei quali però non si hanno notizie.

 


PRESUNZIONE DI INNOCENZA – Il soggetto indagato è persona nei cui confronti vengono effettuate indagini durante lo svolgimento dell’azione penale; nel sistema penale italiano la presunzione di innocenza è tale fino al terzo grado di giudizio e la persona indagata non è considerata colpevole fino alla condanna definitiva.

 

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