Frosinone – Alla Asl c’è anche personale sanitario e amministrativo “usa e getta”

FROSINONE – Riceviamo e pubblichiamo: Proprio così, arriva la pandemia e vengono reclutati infermieri medici amministrativi tramite avviso pubblico cosiddetto “manifestazione d’interesse” indetto dalla Protezione Civile e gestiti dalla AUSL di Frosinone a mezzo di un contratto Co.co.co. (collaborazione Coordinata e Collaborativa) da tempo abrogato ma riesumato nella circostanza pandemica e, da personale assunto per mezzo di agenzia esterna (Randstad)
Personale che, utilizzati come lavoratori subordinati si è prestato in ogni occasione e in ogni e dove – DRIVE-IN, in ambito ospedaliero/distrettuale – al freddo e al gelo – in assenza dei previsti spogliatoi – divise da lavoro, lavaggio/sanificazione/igienizzazione delle stesse a proprie spese.

A fine Febbraio, in considerazione della riduzione dell’attività vaccinale, il personale della protezione civile viene stato assegnato ad altri servizi ospedalieri e, contemporaneamente all’allontanamento di quest’ultimi, altro personale perviene attraverso agenzia interinale in loro sostituzione al servizio vaccinale. E oggi mentre il nuovo personale è in forza al servizio vaccini covid, coloro che hanno contribuito alla campagna vaccinale sin dal suo inizio al raggiungimento dell’obiettivo vaccinale, a soddisfare le aspettative degli utenti e della Regione Lazio, raggiungendo percentuali di vaccinazione il 31 marzo torna a casa.

Perché, il personale della protezione civile è stato spostato in altri servizi di reparti ospedalieri prima della scadenza del contratto per la riduzione del carico di lavoro dei vaccini e contestualmente sostituiti dal personale della Agenzia Interinale Randstad?

Per la natura diversa dei contratti viene chiarito dai dirigenti Asl, che permetteva alla Asl di poter gestire e riassegnare soltanto il personale infermieristico che aveva rapporti contrattuali diretti con l’azienda.

Trattamenti diversi anche durante tutta la campagna vaccinale: ferie malattia e bonus per gli infermieri che hanno lavorato attraverso agenzia esterna, nessun diritto per infermieri assunti attraverso bando della protezione civile. Figli e Figliastri dunque!

Viene ancora da chiedersi, perché dopo i primi mesi dell’emergenza, la Asl non ha provveduto a convertire i contratti di co.co.co. in contratti collettivi nazionali in quanto gestiti come operatori subordinati con relativi orari e turni.

Trasferiti in reparti ospedalieri senza adeguati i contratti, con scarsissimo preavviso, ancora una volta privi di ogni diritto fondamentale compreso quelli quello di un adeguato posto dove cambiarsi, per tutta risposta una telefonata dalla ASL l’ultimo giorno dell’ultima ora del 31 marzo comunica agli interessati il diniego alla proroga. Quindi a tutti casa.

La giustificazione data dall’azienda, è stata la mancanza di accordo con la regione circa la proroga dei contratti.

Ed allora la UGL Salute si chiede e chiede, per quale motivo la regione avrebbe accettato di prorogare i contratti di Asl di altre province e negare la proroga alla ASL di Frosinone?

Forse i lavoratori della protezione civile della Asl di Frosinone Hanno lavorato meno peggio dei colleghi di Roma, di Viterbo o di Latina?

Eppure i numeri dicono diversamente. Ci viene spontaneo riaffermare “USA E GETTA!!!” una realtà Inaccettabile che lascia tanta amarezza nell’animo dei tanti lavoratori illusi fino all’ultimo istante!!!

Tutto questo anche attraverso l’inaccettabile disinteresse della politica locale che ci rappresenta in regione e domani “busseranno” alla porta dei nostri concittadini per chiedere la fiducia !!!

Ciò non accade però, per i dirigenti medici in quiescenza che prestano la loro attività con una retribuzione di 100,00 euro l’ora!

Non accade neppure per il personale con qualifica di OSS (operatore Socio Sanitario) assegnato negli Istituti Penitenziari della provincia!!! Quest’ultimi con ordinanza 665 del 22 aprile 2020in cui il Dipartimento della Protezione Civile d’intesa con il Presidente della conferenza delle Regioni, di concerto con il Ministero dell’Economia e Finanza , in deroga alla norma vigente, istituisce una unità operativa socio sanitaria da destinare agli istituti penitenziari e assegna alla AUSL di Frosinone alcune unità di personale OSS.

Ora a prescindere che mal si comprende la presenza di personale OSS negli Istituti penitenziari in considerazione delle loro mansioni volte: “all’assistenza di soggetti non autosufficienti, anziani e non (rilevazione temperatura, cure igieniche, cambio della biancheria, aiuto all’espletamento delle funzione fisiologiche, rifacimento del letto del malato ecc—)”, ciò che lascia perplessi che questi in servizio dal maggio 2020 sempre prorogati, destinati a prestare la propria attività su base volontaria, oltre al vitto e alloggio, rimborso spese di viaggio andata e ritorno, idonea polizza assicurativa, percepiscono un premio di solidarietà forfettaria pari a 100,00 euro al giorno a prescindere dalle ore lavorative, esenti tasse che non concorrono a formalizzare reddito. Quindi come minimo percepiscono circa €2.500,00 al mese e poiché la somma percepita non fa reddito, presumibilmente percepiscono anche il reddito di cittadinanza. E IO PAGO diceva in grande amato Totò!!!.

Il segretario prov.le

UGL Sanità Frosinone

Rosa Roccatani

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