Viterbo – Elezioni: tra accordi, inciuci e patti il caos è servito

I cittadini sono stufi della decadenza “morale e fisica” in cui è avvolta la città

 

VITERBO – “I cinque Stelle sono stati la truffa della politica italiana, un branco di scappati di casa che deve scomparire. Spero che gli italiani non abbiano la memoria corta”. Con queste parole, Carlo Calenda parla dei grillini e lancia anche un tweet accompagnato dall’hastag “cancellarli”.
Pur di rimanere al governo hanno parlato di evoluzione, ma un conto è la flessibilità, un’altra sono i valori. Su quelli non si può prescindere. Non staremo mai al loro fianco”.
In vista delle imminenti elezioni al comune di Viterbo, però sembra essere lui ad avere problemi di memoria, se è vero che, dopo avergliene dette una caterva, con il suo partito “Azione” concorrerà a fianco di Pd e M5S, rinunciando persino al suo simbolo, perché in questo caso “non è una rinuncia ai valori, ma solo un caso di “flessibilità” .

Sui probabili candidati a sindaco di Viterbo si è passati dal dottor Giuseppe Giulianelli, per proseguire con una sfilza di avvocati: Fausto Barili, Andrea Genovese, e da ultimo tra i più richiesti Guglielmo Ascenzi, discendente di una storica famiglia locale, con all’attivo un padre già sindaco della città, e che in molti vorrebbero seduto sullo scranno comunale. Le toto candidature proseguono, con apparentamenti che farebbero rabbrividire anche Arturo Brachetti il più grande trasformista italiano, E forse anche Gianluigi Paragone, domani in città contro il Governo Draghi, presenterà un sindaco Italexit. Per il momento tanta confusione e inciuci che saranno la mannaia, per chi pensa che i cittadini (beoti)  rimangano alla finestra fino a “ordini di scuderia”.

B.f.

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