Regione Lazio – Laura Corrotti saluta Salvini e corre da Giorgia: “Sono io che sbatto la porta. A testa alta”

La nostra anticipazione (presa come pretesto di lite) ha avuto conferme con l’uscita ufficiale dell’ex consigliera regionale della Lega ora passata in quota Fratelli d’Italia

ROMA – In una lunga lettera sfogo, pubblicata sul proprio profilo facebook, Laura Corrotti, ormai ex consigliera regionale della Lega, spiega i motivi del suo addio a Salvini che, fino all’ultimo, aveva provato ad evitare la frattura con i vertici regionali del partito.

La consigliera regionale, pronta ad abbracciare Fratelli d’Italia in piena smobilitazione in regione, ha dedicato un passaggio anche alle nostre “fantasie” giornalistiche:

A seguito di un articolo online di ieri (questo, ndr) che non ho ritenuto di dover smentire dato che era frutto solo di deduzioni del giornalista prive di fondamento, non sono stata contattata da nessun dirigente locale per avere eventuali spiegazioni. Salvo poi essere informata solo poche ore prima di un appuntamento fissato col segretario Salvini per discutere dell’accaduto e scoprire che il capogruppo della Lega in Regione Lazio arbitrariamente ha proposto al presidente del consiglio regionale del Partito Democratico la mia sostituzione come membro della commissione bilancio facendomi così decadere dalla carica di vice presidente.

Certo che questi giornalisti proprio non riescono a tenere le dita sulla testiera fermi. Nessuno ha chiesto spiegazioni sull’articolo. Se frutto di fantasia o con un fondo di verità ma il vertice del partito, per non sapere né leggere né scrivere, ha pensato bene di rimuovere Laura la ribelle dalla commissione Bilancio. Questa cosa proprio non è andata giù alla leghista che è passata direttamente ai saluti:

Ritengo quanto accaduto la dimostrazione ulteriore di come la mia presenza in questi anni, nonostante l’impegno e la passione quotidiana nello svolgimento della mia attività politica a difesa dei cittadini laziali, sia stata mal sopportata a livello locale da chi dirige il partito.
Solo così si spiega la volontà di mettermi alla porta senza nemmeno prima verificare la fondatezza di alcune ricostruzioni.
A questo punto considerata la gravità di quanto accaduto, e non voglio nemmeno pensare che essere giovane e donna abbia contribuito a tale scorrettezza, sono io che me ne vado augurando a chi dirige questo partito – in cui ho avuto l’onore di militare – di capire che in una comunità occorre valorizzare ogni risorsa invece di contrastarla. I risultati di queste mancanze sono sotto gli occhi di tutti.
Tuttavia, ringrazio Matteo Salvini per avermi dato la possibilità di candidarmi in Regione Lazio, la mia stima nei suoi confronti rimane immutata.

 

 

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