Oliveti abbandonati: L’appello dell’agricoltore Presciuttini: “Venite in campagna con me per salvarli”

L’appassionato produttore invita a non far disperdere l’inestimabile giacimento agricolo

VITERBO -Oltre 100 mila piante di ulivi abbandonate, solo nella provincia di Viterbo, per un settore quello dell’olivicoltura che non è certo roseo, così come racconta Pierluigi Presciuttini, inarrestabile produttore, e soprattutto cofondatore dell’associazione di promozione sociale “Gli Olivi di Etruria”, nata grazie alla tenacia e perseveranza sue e di altri sei soci, che si occupa di recuperare gli oliveti abbandonati nell’Alto Lazio: il maggior numero possibile di piante, riportandole in produzione, curando tutti gli aspetti della filiera, dalla potatura, fino alla concimazione, raccolta e trasformazione dei frutti. Quella di Pierluigi è una vera e propria passione, per la sua terra e per i frutti che dà, e  vorrebbe salvare più olive possibili…

Lo stato di abbandono è dovuto alla popolazione, che invecchiata, non ha più le forze per occuparsi della campagna, poi ci sono  le nuove generazioni che ereditano piccoli pezzetti di terra che lasciano come trovano, e questo è un vero peccato. Però si può fare qualcosa,  ecco perché invito tutti a sostenere il recupero dell’olivicoltura italiana, partecipando attivamente al recupero del patrimonio abbandonato. Venite in campagna con me a toccare con mano le attività “.

L’ associazione “Gli Olivi di Etruria” non ha scopo di lucro e persegue finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale, per valorizzare il territorio ed i suoi prodotti con le seguenti finalità: recupero e valorizzazione degli oliveti dell’Etruria. Il recupero riguarda sia gli oliveti abbandonati sia quelli mal gestiti e prossimi all’abbandono. Promozione delle cultura dell’olio extra vergine di oliva di eccellenza ottenuto dagli oliveti recuperati e valorizzazione del territorio  e degli oliveti in esso dislocati.

b.f.

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