Anagni – Catalent, la “transizione ciociara” sposta investimenti e posti di lavoro in Inghilterra

La multinazionale farmaceutica, stufa della burocrazia italiana, trasferisce la produzione dei vaccini oltremanica. La pratica si è arenata al Ministero della Transizione ecologica ma, nella polemica politica che si è scatenata, tutti si sono dimenticati che il sottosegretario è ciociaro: Ilaria Fontana

ANAGNI – Stop ad investimenti in ciociaria. La Catalent, multinazionale farmaceutica, decide di investire 100 milioni di dollari in Inghilterra. Salta, quindi, il piano di espansione dell’azienda per aumentare la capacità di produzione di sostanze farmacologiche biologiche e vaccini nello stabilimento di Anagni.

E con l’investimento vanno in fumo oltre 100 posti di lavoro.

Il piano d’espansione è stato annunciato un anno fa ma la multinazionale non aveva fatto i conti con la burocrazia italiana. Anagni fa parte dell’area Sin (Sito di interesse nazionale) del Bacino del fiume Sacco, un’area altamente inquinata.

Ogni autorizzazione in tema ambientale, oltre al vaglio della Provincia e della Regione, deve passare anche per il Ministero della Transizione ecologica.

A luglio scorso la Catalent ha avviato le procedure per l’installazione di due bioreattori ma per ostacoli burocratici questa pratica è ancora ferma. Precisamente al Ministero della Transizione ecologica del Ministro Cingolani e del sottosegretario di Stato, Ilaria Fontana (di Frosinone).

Il MITE ha chiesto un ulteriore parere al Comune, tramite un’apposita Conferenza dei Servizi e questa procedura ha fatto trascorrere inutilmente una decina di mesi. Troppo per la multinazionale farmaceutica che, recentemente, in un CDA convocato per discutere della vicenda, ha preso la sofferta decisione: spostare in Inghilterra tutto il piano di produzione previsto per lo stabilimento di Anagni.

Nella polemica politica che si è scatenata dopo la decisione dell’azienda, gli esponenti di centrodestra hanno accusato, a ragione, la maggioranza di centrosinistra, che governa da 9 anni la regione Lazio, di immobilismo. E’ indubbio, infatti, che l’area da decenni è oggetto di studi contro l’inquinamento ma da molti anni, al di là di alcuni proclami, non è stato fatto nulla per la bonifica e il risanamento del territorio.

E’ stato anche ricordato come già tre anni fa i sindaci dei comuni della zona, in una riunione in Provincia, alla presenza del Ministero dell’Ambiente e della Regione, fecero rilevare come le aziende riscontravano grandi problemi per la presenza del Sin e della burocrazia e chiesero una circolare per dare l’opportunità alle amministrazioni comunali di agevolare e velocizzare i procedimenti edilizi.

Il sindaco di Anagni, Daniele Natalia, dopo aver appreso della decisione della Catalent di abbandonare il progetto di espansione nella sua città, ha dichiarato: “quando si tratta di avviare le opere di bonifica necessarie, nelle zone cui veramente serve, il Ministero dell’Ambiente (Oggi transizione ecologica ndr) e gli altri Enti competenti latitano, i fondi restano bloccati, si aspettano i soliti ‘tempi biblici’ ed il territorio non ha alcun beneficio, anzi”.

Sfugge ai più, nella polemica in corso, che al netto delle responsabilità della Regione che, come più volte detto e dimostrato, non ha mai rispettato i tempi nelle operazioni di bonifica dell’area, perdendosi dietro a inutili proclami, nella fuga della Catalent emerge un’altra sfaccettatura.

La pratica si è arenata presso il Ministero della Transizione ecologica. Il Ministro è Roberto Cingolani e i sottosegretari sono la grillina Ilaria Fontana e la leghista Vania Gava. Stupisce che nessuno chieda spiegazioni alla sottosegretaria Fontana, nata e cresciuta a Frosinone.

Dove è finita l’attenzione per il territorio della grillina sbandierata prima della sua elezione?

Ilaria Fontana, dopo la sua candidatura a suon di click ottenuta nelle primarie del Movimento 5 Stelle e l’elezione (meritata) nel collegio Frosinone Sud contro Mario Abbruzzese, ha svolto la sua prima fase di legislatura tra i banchi di Montecitorio. E già in quella fase era difficile scorgere “attenzioni” alla “sua” ciociaria.

Caduto il Conte 2, la Fontana è stata nominata sottosegretario del governo Draghi nel Ministero tanto voluto da Beppe Grillo, la Transizione ecologica.

Da quel giorno è sembrata sempre più lontana da Frosinone. Nonostante molti hanno ricordato l’importanza, per la ciociaria, di un incarico del genere. L’ultimo, in ordine di tempo, era stato Gianfranco Schietroma. Ci scuserà Schietroma, dotato di tutt’altro curriculum, di un accostamento di tal genere.

Nella vicenda Catalent e sulla perdita di investimenti e posti di lavoro per la provincia di Frosinone, il sottosegretario di Stato non ha proferito parola. La ciociaria può attendere.

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