Lo zafferano di Nepi diventa Prodotto agroalimentare tradizionale

NEPI – Il Consorzio dello Zafferano di Nepi ottiene il riconoscimento per lo “Zafferano della Tuscia”.
Su azione proposta dal Consorzio Zafferano di Nepi, che ha presentato istanza di riconoscimento come Prodotto Agroalimentare Tradizionale (PAT) ad ARSIAL (legge 12 dicembre 2016, n. 238), che per conto della Regione Lazio cura il censimento dei prodotti agroalimentari tradizionali attraverso i sopralluoghi presso le aziende locali al fine di acquisire le specifiche del processo produttivo, e mediante riscontri storico-culturali e socio-economici relativi al prodotto tradizionale, il Mipaaf, con decreto del 25 febbraio 2022 pubblicato in GU n. 67 del 21/03/2022 – Suppl. Ordinario n. 12, ha aggiornato l’elenco nazionale dei prodotti agroalimentari tradizionali, inserendo anche lo Zafferano della Tuscia tra i prodotti tradizionali. Per essere riconosciuto PAT un prodotto deve necessariamente essere caratterizzato, secondo quanto indicato dalla normativa attuale, da “metodi di lavorazione, conservazione e stagionatura consolidati nel tempo, omogenei per tutto il territorio interessato, secondo regole tradizionali” per un periodo non inferiore ai venticinque anni.
Il paniere regionale delle produzioni tradizionali si arricchisce dunque con lo Zafferano coltivato nella Provincia di Viterbo.
Per il Consorzio, che si propone di promuovere, tutelare, valorizzare e commercializzare la varietà locale dello Zafferano di Nepi dei suoi derivati, dopo il riconoscimento del marchio “Tuscia Viterbese”, concesso dalla CCIAA di Rieti e Viterbo, è arrivato questo nuovo importante riconoscimento su scala nazionale.
In pochi anni di vita, il Consorzio Zafferano di Nepi ha portato la Provincia di Viterbo tra le eccellenze per la produzione dell’“Oro vermiglio”, permettendo alle aziende associate di diversificare le produzioni con un prodotto da reddito che si fregia di avere, inoltre, un irrisorio impatto ambientale.

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