Berlusconi in luna di miele dà forfait a Sgarbi e Canova

Sgarbi: «Mi ha detto che sta ancora in luna di miele. Volevamo omaggiarlo, celebrandone il suo spirito bonapartesco, nel giorno in cui si celebra l’anniversario della morte di Napoleone»

POSSAGNO (Treviso) – C’era attesa questa mattina a Possagno per l’annunciata e tanto attesa presenza di Silvio Berlusconi al Museo Canova all’inaugurazione della mostra «Canova e il dolore», nell’ambito della quale Sgarbi ha presentato la ricomposizione, per la prima volta dal suo smembramento, di un monumento funebre marmoreo (conosciuto come «La Stele Mellerio) realizzato da Canova per Villa Mellerio a Lesmo (Milano).

La villa è oggi di proprietà di Silvio Berlsconi, e la cappella per la quale Canova aveva concepito l’opera è la stessa in cui il fondatore di Forza Italia si è recentemente “sposato”.

E’ stato proprio il giorno del matrimonio che Sgarbi ha scoperto l’esistenza di quell’opera del grande scultore, ricostruendone il periglioso percorso: una scultura del monumento, non si sa come, è arrivata a Palermo dove però nel 1978 la Regione (grazie al Sovrintendente Vincenzo Scuderi) l’ha acquistata da privati, vincolandola e collocandola al Palazzo Riso.

L’inaugurazione della mostra era stata pensata per il 5 maggio, ricorrenza dell’anniversario della morte di Napoleone, come omaggio al fondatore di Forza Italia «e al suo spirito bonapartesco» spiega Sgarbi. «Ma – aggiunge il critico d’arte – credo non abbia capito il significato dell’operazione e mi ha detto che sta ancora in luna di miele. Gli ho detto: ma come? Ne hai viste così tante che stai ancora lì a fare le lune di miele…?».

Un po’ di delusione, ma Sgarbi assicura: «Sono certo che Berlusconi verrà comunque presto a Possagno dove, tra le altre cose, ancora per alcuni giorni sarà possibile ammirare una delle più importanti opere del Canova, «La pace di Kiev», che la prossima settimana andrà a Firenze, città gemellata con la capitale ucraina: sarà il nostro messaggio di pace universale perché russi e ucraini depongano presto le armi»

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