Omicidio Angeletti – Il Gip respinge la richiesta dei legali di Cesaris. Rimarrà in carcere a vita

Il tecnico in pensione dell’Università di Pavia aveva chiesto i domiciliari perché cardiopatico

CIVITAVECCHIA – Claudio Cesaris dovrà rimanere in carcere. Come anticipato dal nostro blog, il Gip del Tribunale di Civitavecchia, dottoressa Paola Petti, con parere negativo anche del magistrato Alessandro Gentile, ha respinto la richiesta di un regime di detenzione domiciliare per l’omicida di Dario Angeletti.

Il tecnico di laboratorio che si era trasferito a San Martino al Cimino perché non rassegnato alla fine di una precedente relazione, il 7 dicembre scorso ha messo fine alla vita del suo presunto rivale in amore e, con tutta probabilità, finirà il resto dei suoi giorni nel carcere di Rebibbia dove si trova attualmente detenuto.

Non più passeggiate all’aperto in compagnia del cane. Non più ore ed ore trascorse nelle riserve naturali a fotografare la natura.

I due colpi di pistola sparati alla nuca del professor Dario Angeletti nel parcheggio delle Saline hanno messo fine anche alla sua follia.

Angeletti è stato colpito da due proiettili calibro 6,35 nel retro auricolare destro

I legali avevano chiesto un regime di detenzione meno duro perché Cesaris soffrirebbe di cuore. Lo stesso cuore di pietra che con freddezza omicida lo ha trasformato in un killer spietato.

 


Presunzione di innocenza

Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.

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