Pastorelli (Lega): “Con il Partito Democratico 100 milioni di buco nella sanità umbra”

PERUGIA – Riceviamo e pubblichiamo – “Quasi 100 milioni di euro di buco nel bilancio nella sanità umbra dal 2017 al 2019 coperti solo grazie a fondi strutturali: questa è la gestione del Partito Democratico, questi sono i personaggi che oggi vengono a polemizzare su un disavanzo di 9 milioni di euro verificatosi a causa della pandemia”. Così il capogruppo Lega in Regione Umbria Stefano Pastorelli. “Le polemiche del Partito Democratico in Umbria sul tema della sanità sono sempre più ridicole – prosegue – Evidente la totale incapacità nell’elaborare proposte concrete da parte chi negli anni ha saputo solo distruggere a causa della sua inadeguatezza e oggi fa di tutto per impedire ad altri di ricostruire.
Il Partito Democratico verrà ricordato nella storia della regione Umbria non solo per lo scandalo Concorsopoli, che serviva a creare posti di lavoro non certo a curare le persone, ma anche per aver collezionato ben 100 milioni di euro di buco di bilancio nella sanità umbra, 20 milioni nel 2017, 37 milioni nel 2018 e 42 milioni nel 2019, coperti da risorse aggiuntive derivanti dai fondi di accantonamento. Si tratta di 100 milioni di euro sottratti alla sanità umbra e con i quali avremmo potuto garantite ai cittadini umbri servizi e strutture migliori in questi anni difficili. Ricordiamo infine al Partito Democratico che le Regioni italiane dove governa la sinistra sono alle prese con problemi di bilancio nella sanità ben maggiori rispetto a quelle dell’Umbria.
Proprio la Toscana targata PD ha dovuto procedere a una variazione da 65 milioni di euro sul bilancio di previsione 2022 – 2024, per mettere in sicurezza i conti della sanità toscana relativi al 2021 e arrivare al pareggio di bilancio, dopo un buco che, per le spese extra dovute alla pandemia da Covid, era arrivato ad oltre 400 milioni di euro. I 65 milioni per la sanità sono stati recuperati attingendo al fondo di riserva del bilancio di previsione regionale, alle risorse accantonate per il cofinanziamento regionale delle opere del nuovo ciclo di programmazione UE 2021-27 e ad altri accorgimenti. Una cosa è chiara, sui bilanci della sanità non prendiamo lezioni dal PD”.

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