Papa Francesco nomina cardinale il viterbese Fortunato Frezza

VITERBO – Nell’elenco dei 21 nuovi cardinali, annunciati ieri mattina dal papa dopo l’Angelus in piazza San Pietro, che riceveranno la porpora ad agosto, c’è anche un sacerdote viterbese. E’ monsignor Fortunato Frezza, canonico di San Pietro dal 2013 sempre per volontà di Francesco.

I nuovi cardinali saranno 21, cinque sono italiani: oltre a Frezza, il vescovo di Como, Oscar Cantoni, il prefetto apostolico di Ulaanbaatar in Mongolia, monsignor Giorgio Marengo, l’arcivescovo emerito di Cagliari, Arrigo Miglio, e il gesuita Gianfranco Ghirlanda. Saranno elettori solo Cantoni e Marengo, gli altri infatti, compreso don Fortunato, hanno infatti superato gli 80 anni.

Nato a Montecalvello nel 1942, don Fortunato Frezza è l’ultimo sacerdote ordinato dall’ultimo vescovo di Bagnoregio, monsignor Luigi Rosa. E’ stato parroco di Ponzano, coadiutore della parrocchia della Madonna della Quercia e parroco di Sipicciano. Esperto di sacra scrittura, è stato vice presidente del Centro studi bonaventuriani di Bagnoregio e si è dedicato a lungo a studi medioevistici tra Lazio e Umbria.

E’ stato sottosegretario del Sinodo dei vescovi, assistente ecclesiastico dei medici e farmacisti della Città del Vaticano e cappellano della Roma Calcio.

Infine è stato anche autore di vari saggi e libri, tra i quali “Paolo di Tarso-Confessioni”, “Pro Amicis-Omelie domenicali ai medici” e “Il Liber di Angela da Foligno”. Inoltre, nel 1989, ha curato la traduzione dal tedesco del libro “Servitori della vostra gioia” opera dell’allora cardinale Joseph Ratzinger.

“Voglio esprimere – si legge in una nota di Luisa Ciambella – tutta la mia gioia e le mie felicitazioni per la nomina a cardinale di monsignor Fortunato Frezza.

Monsignor Frezza è di Viterbo, per la precisione di Montecalvello. Ha sempre amato e tenuto nel cuore Viterbo ed è legatissimo alla Madonna della Quercia, protettrice della nostra città. La nomina a Cardinale un riconoscimento per il suo impegno a servizio della Chiesa e un grande onore per Viterbo”.

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