Siccità, l’Università Agraria di Tarquinia propone un bacino di raccolta delle acque

TARQUINIA – Siccità e criticità idriche, dall’Università Agraria di Tarquinia una proposta per la realizzazione di un bacino di raccolta delle acque nei terreni dell’ente nei pressi del fiume Marta.

E’ il presidente Sergio Borzacchi a fare da portavoce e ad esprimere la disponibilità di Palazzo Vipereschi ad essere vicino agli agricoltori e a tutta la comunità in questo periodo di difficoltà idrica, sottolineato anche dalla recente ordinanza della Regione Lazio che ha proclamato lo stato di calamità naturale per i prossimi mesi.

“Nell’ultima riunione di giunta – riferisce Borzacchi – abbiamo raccolto le problematiche sulla siccità e quanto il mondo agricolo stia soffrendo; per questo abbiamo immaginato la possibilità di realizzare un bacino di espansione artificiale che andrebbe a raccogliere direttamente dal fiume Marta.

Questo consentirebbe di supportare la richiesta di acqua e anche di gestire in modo ordinato il corso fluviale relativo ad eventuali esondazioni che spesso colpiscono il nostro territorio su quelle aree specifiche.

La nostra – aggiunge il presidente – è una proposta e una disponibilità che se fattibile potrà essere condivisa con il Comune, il Consorzio di Bonifica o altri enti che per natura istituzionale possono fare una progettazione di livello anche attraverso fondi regionali, comunitari o con altre iniziative di finanziamento.

L’Università Agraria gestisce ed è titolare di numerosi terreni adiacenti al fiume Marta che per conformazione naturale si prestano ad ospitare un bacino di espansione che oltre ad essere di supporto alla criticità idrica, potrebbe estendersi anche su altre funzioni come la pesca sportiva o per l’approvvigionamento degli elicotteri in caso di incendi.

I nostri uffici – conclude Sergio Borzacchi – stanno disponendo un prospetto di intenti che tra l’altro se portato a compimento porterebbe un incremento produttivo anche dal punto di vista di posti di lavoro sia per la sua costruzione che per il conseguente piano di gestione e manutenzione”.

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