Frosinone – Aglio e ferri di cavallo (anti Buschini) non sono bastati, Marzi paga colpe non sue

Nella sede dei dem nel capoluogo ciociaro hanno fatto scorta di amuleti ma non è servito. Alcuni rimpiangono la campagna elettorale del primo turno che ha visto Buschini ben nascosto. Poi la sorridente apparizione nelle trasmissioni televisive per commentare i risultati del primo turno e per Marzi si è fatta notte fonda

FROSINONE – Non gliene va bene una a Mauro Buschini. Prima la campagna elettorale nel suo paese, dove il candidato sindaco del PD non è arrivato neanche al ballottaggio. Poi la sfida di Frosinone, dove Domenico Marzi con un colpo di reni è riuscito ad arrivare al secondo turno.

L’ex sindaco di Frosinone è campione dei ballottaggi, visto che negli anni scorsi ne ha vinti due su due (proprio per la carica di sindaco di Frosinone). Il testa a testa era visto con timore dall’altro schieramento.

Nel 2002 Marzi vinse proprio contro Nicola Ottaviani nonostante l’impegno in prima persona dell’allora Governatore del Lazio Francesco Storace, che si candidò nel consiglio comunale a sostegno proprio di Ottaviani. E nonostante il superamento dello sbarramento del 50% delle liste di centrodestra.

Marzi e l’intero centrosinistra, dopo lo spoglio del 12 giugno che ha visto Mastrangeli fermarsi al 49,3%, ci hanno creduto. Hanno pensato veramente di potercela fare. Ma non avevano fatto i conti con l’ombra di Mauro Buschini.

Non c’è dubbio, infatti, che sulla campagna elettorale di Frosinone uno del leitmotiv sia stato l’affaire Concorsopoli Allumiere. Che, come tutti sanno, ha portato alle dimissioni di Buschini dall’importante incarico di Presidente del Consiglio regionale. Gli elettori di Frosinone non dimenticano è non hanno dimenticato.

Non è un caso che il sindaco uscente Ottaviani, intervistato da Extra TV nell’immediatezza del risultato elettorale, nell’esultare per la vittoria del suo assessore al bilancio Mastrangeli ha dichiarato “I giovani di questa città potranno continuare a concorrere allo sviluppo dell’intera collettività, potranno fare i concorsi che non sono quelli di Allumiere, sono i concorsi aperti a tutti”.

Senza entrare nel merito delle dimissioni da Presidente del Consiglio, delle inchieste (e assoluzioni) che si sono succedute, delle scomposte reazioni del Presidente Zingaretti quando ha appreso la notizia, non c’è dubbio che la sintesi perfetta su “Concorsopoli” sia stata quella di Sergio Rizzo in un editoriale su “La Repubblica”: “il fatto che sia formalmente regolare (il concorso con lo relativo scorrimento di graduatoria che ha portato all’assunzione di 44 persone per lo più legate a politici della regione Lazio) non significa che sia anche entro i confini della decenza. Di più. Quella giustificazione è la dimostrazione che certi politici hanno definitivamente smarrito il senso del pudore quando pontificano indignati contro il populismo”.

E il pensiero di Rizzo non può non essere stato presente nella testa di più di un elettore di Frosinone che, con molta probabilità, ha fatto delle scelte consequenziali. Anche perché il comune capoluogo aveva, fino a pochissimi mesi fa, un coordinatore cittadino del circolo PD che rispondeva al nome di Andrea Palladino. Che oggi ha il posto fisso alla regione Lazio dopo aver fatto un viaggetto ad Allumiere per raggiungere l’idoneità (si badi bene, non vincere. La vittoria di quel concorso significava trasferire armi e bagagli sui Monti della Tolfa) nel famosissimo “concorso dei miracoli”.

In Ciociaria, poi, molti ricordano anche l’attività politica di Buschini nella scorsa legislatura. Che lo ha visto per alcuni anni al vertice dell’importante assessorato Ambiente e Rifiuti. Proprio negli anni in cui l’immondizia di Roma, già in emergenza, veniva scaricata nella discarica di Roccasecca.

Insomma, un disastro. Che si è palesato nel momento in cui il giornalista di Teleuniverso, Cortina, il 13 giugno scorso, durante lo spoglio del primo turno, ha annunciato che sarebbe arrivato davanti le telecamere, appena raggiunte le diecimila schede scrutinate, proprio Mauro Buschini.

Ecco, quindi, che lo spoglio delle diecimila schede nelle amministrative di Frosinone è coinciso con l’arrivo di un sorridente Buschini al microfono di Cortina. Da quel momento il sorriso dell’ex Presidente del Consiglio regionale non si è più staccato dalla telecamera. Nei giorni successivi le sue apparizioni nei comizi e negli incontri di Marzi si sono succeduti senza sosta tanto da mettere in seri guai maniscalchi e produttori d’aglio.

Sorriso sulle labbra che il 26 giugno è cessato di colpo. Perché se si guardano i risultati di Allumiere, dove Pasquini è stato “stracciato” dall’attuale primo cittadino Landi, Guidonia (il comune che ha attinto di più dopo la regione Lazio), dove sono stati assunti due collaboratori di Buschini e che ha visto PD/M5S esclusi anche dal ballottaggio, e Frosinone, dove il centrosinistra è stato pesantemente sconfitto, si può tranquillamente affermare che la cosiddetta “Concorsopoli Win for Life” non sia stata ancora dimenticata dai cittadini laziali. E non lo sarà neanche nel 2023, quando ci sarà la sfida delle regionali.

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