Gay pride, Caparvi, Lega: “bene ha fatto il Comune di Terni a non concedere il patrocinio

Diversi i comuni italiani, tra i quali Viterbo, ma anche alcune Regioni, non hanno concesso il patrocinio all’iniziativa

TERNI – “Un plauso al voto del sindaco Latini e dei consiglieri comunali della Lega nel negare il sostegno del Comune di Terni alle manifestazioni Lgbtq, ennesimo atto strumentale della sinistra di cui non si sente il bisogno, in un momento dove la principale preoccupazione della politica dovrebbe essere quella di risolvere le più ben evidenti criticità legate al bilancio delle famiglie”.

Così il segretario regionale della Lega, l’on. Virginio Caparvi.

“A Terni come in Umbria abbiamo avviato un percorso condiviso e strutturato per dare voce alle famiglie e sostenere la natalità. Vanno in questa direzione il bonus bebè, la nuova legge regionale sulle case popolari che tutela le giovani coppie con figli minori a carico, i finanziamenti previsti sotto forma di incentivi e agevolazioni per le rette degli asili nido, campus estivi e borse di studio. Questo è il perimetro valoriale e identitario entro il quale in Umbria vogliamo definire le nostre politiche di sostegno alla popolazione, rimettendo al centro la famiglia come nucleo fondante della società. Ora però – aggiunge Caparvi – urge mettere in calendario la legge regionale sulla famiglia che abbiamo depositato e che si inquadra nell’ottica di contrastare fenomeni come lo spopolamento e l’invecchiamento. Come Lega non possiamo in alcun modo condividere gli elementi del programma Lgbt, quali adozione gay, utero in affitto e sostituzione di mamma e papà con genitore 1 e 2. Bene quindi il voto contrario del sindaco Latini in aula, sarebbe stato opportuno che tutte le forze di centrodestra in consiglio comunale si fossero opposte come hanno fatto i consiglieri della Lega”.

Anche nella vicina Viterbo gli organizzatori dopo aver incassato il sì al patrocinio, di regione, università e diversi comuni della Tuscia, rimangono in attesa di quello del capoluogo. “C’è bisogno di far uscire la città dal medioevo” dichiarano dal Lazio Pride, e per farlo serviranno i loro carrozzoni colorati dove trainare diritti in gran parte già concessi e accettati. A loro una sola raccomandazione: si ricordino che i propri diritti non si rivendicano mancando di rispetto a quelli degli altri, o andrà a finire che i veri discriminati saranno tutti etero e magari cattolici.

 

 

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