La Regione spinge sugli Egato, Roma avrà un ente autonomo per la gestione dei rifiuti

ROMA – La Regione spinge sugli Egato, gli enti di gestione integrata che si occuperanno del ciclo rifiuti nel Lazio. Si va verso un ente autonomo per Roma Capitale, distinto dall’area metropolitana. Dopo la procedura d’urgenza richiesta dal presidente Zingaretti il 21 giugno scorso, il testo è stato trasmesso direttamente all’Aula, senza l’esame in commissione Bilancio. Ieri il Consiglio regionale del Lazio ha concluso la discussione generale sulla proposta di legge n. 330 del 13 aprile 2022 concernente: “Disciplina degli enti di governo d’ambito territoriale ottimale per la gestione integrata dei rifiuti urbani”.

La proposta di legge è stata illustrata ieri da Massimiliano Valeriani, assessore regionale alle Politiche abitative, urbanistica e ciclo dei rifiuti. “Con gli Egato si completa il processo di riorganizzazione del sistema rifiuti”, ha detto Valeriani, che ha parlato di “fragilità” di questo sistema, dovuta alla scarsità di impianti di trattamento.

“La Regione spinge per realizzare impianti pubblici per gestire il ciclo rifiuti – ha spiegato l’assessore – e gli Egato serviranno ad approvare i piani d’ambito, l’affidamento della gestione del servizio, la determinazione della Tari e il monitoraggio sugli impianti da realizzare”. Valeriani ha precisato che sarà proprio la Tari a finanziare i nuovi Enti di governo dei rifiuti, aggiungendo che “si tratta di un passaggio importante a cui tutto il Consiglio regionale deve contribuire: con questo atto la Regione Lazio avrà compiuto fino in fondo in proprio dovere”.

“Ancora una volta la maggioranza di questo Consiglio ci impone una serie di tempistiche accelerate che non permettono – come successo per tante altre leggi – di portare a termine un approfondimento”, ha esordito Daniele Giannini della Lega, il quale ha anche espresso dissenso sulle previste nuove discariche di Casal Selce e Cesano. “Una legge che ci lascia perplessi per la prepotenza e la velocità con cui vi siete spinti a portarla in Aula e realizzarla. Su una cosa non possiamo tacere: la vostra politica degli annunci; noi abbiamo grande difficoltà nel portare avanti delle proposte che il più delle volte non vengono concepite come possibilità di miglioramento. dateci il tempo di poter ragionare sugli emendamenti e sui subemendamenti”, la richiesta del consigliere leghista.

Infine, nella seduta è intervenuta la consigliera di Fd’I Chiara Colosimo, in sintonia con quanto espresso in precedenza “dai colleghi di Fratelli d’Italia e, in generale, quelli dell’opposizione” e riconoscendo a Valeriani “un mezzo miracolo” per essere riuscito a mettere d’accordo la maggioranza. Nel corso del suo intervento, Colosimo ha ricordato all’Aula: la situazione dei rifiuti a Roma, la questione della dirigente regionale Tosini che aveva portato avanti il Piano rifiuti e quella del “supercommissario Gualtieri”. “Immagini che – ha detto – certificano che oggi stiamo parlando del nulla”. Anche per la consigliera di Fratelli d’Italia, la maggioranza segue una politica degli annunci, soprattutto per le modalità, “che con l’ingresso in scena di Acea potrebbero certamente cambiare”, ricordando anche l’annuncio del sindaco di Roma Gualtieri, che “aveva affermato che ci sarebbero voluti 18 mesi per uscire dall’emergenza e che gli effetti sarebbero stati visibili entro Natale. Bisognerebbe chiedere scusa alle persone che si sono affidate a questa amministrazione”.

Nella sua replica, l’assessore Valeriani ha ribadito che “si tratta di una norma chiesta da tutti, c’è stata una iniziativa consiliare che non ha portato a nulla e la Giunta ha preso una iniziativa per uscire dall’empasse. Da parte nostra c’è la volontà di accogliere tutti i suggerimenti utili a migliorare questa proposta, senza preclusioni”. L’assessore ha ripetuto anche che “la Regione non ha il potere di fare gli impianti necessari; in questi anni abbiamo sempre aiutato i Comuni a cui spetta il compito di gestire l’intero ciclo dei rifiuti, dalla raccolta allo smaltimento. Vorrei anche ricordare che gli scenari previsti nel Piano rifiuti sono stati elaborati in base ai dati forniti da Comuni e Province, se questi dati si riveleranno sbagliati dovremo rimettere mano agli scenari”. Sulla situazione della Capitale, Valeriani ha detto che “al di là delle tecnologie che sceglierà di utilizzare, il Comune di Roma finalmente si assume le sue responsabilità: con i poteri commissariali dovrà elaborare un piano organico per dotarsi degli impianti necessari a chiudere il ciclo dei rifiuti. Ed è importante che siano impianti pubblici. Le aziende in house non possono più essere semplicemente cooperative di spazzini, devono diventare soggetti industriali in grado di competere con i privati”. In conclusione, l’assessore ha dichiarato: “Con questa proposta mettiamo in campo uno strumento che toglie ogni alibi a Province e Comuni, li mette in grado di fare piani di ambito coraggiosi e ambiziosi. Da parte nostra, lo ribadisco, nessun arroccamento nel difendere questa proposta di legge, lo dimostreremo nella discussione degli emendamenti”.

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