Acquacoltura nel Lazio, approvata la Carta regionale con individuazione zone

 

ROMA – È stata approvata oggi in Giunta regionale la Carta Vocazionale Acquacoltura delle zone di mare territoriale della Regione Lazio come previsto dal comma 3 dell’articolo 15 della legge regionale 16/2020.

La norma prevedeva, infatti, che la Regione Lazio, nel rispetto della normativa vigente in materia di tutela ambientale e in coerenza con il piano paesistico, elaborasse un’apposita Carta regionale nella quale individuare e mappare le zone di mare territoriale idonee e quelle precluse all’esercizio dell’attività di acquacoltura.

“La Carta Vocazionale – dichiara l’Assessora all’ Agricoltura, Foreste, Promozione della Filiera e della Cultura del Cibo, Pari Opportunità della Regione Lazio Enrica Onorati – è un importantissimo strumento di supporto ai Comuni chiamati a rilasciare le concessioni di zone di mare territoriale da destinare all’esercizio dell’attività di acquacoltura. È uno strumento che fornisce un quadro di conoscenza dettagliato delle zone vocate alla pescicoltura e mitilicoltura e di quelle precluse. Uno strumento che, ponendo al centro una base di conoscenza scientifica autorevole e di livello, indirizza la scelta verso il sostegno al comparto produttivo ma nel rigoroso rispetto dell’ambiente marino e costiero. Un ringraziamento alla nostra Direzione Regionale, a tutti i soggetti scientifici coinvolti ed agli Enti Locali, Organizzazioni di rappresentanza ed Associazioni per il confronto ed il contributo di idee fornito”.

La Carta vocazionale, realizzata con i fondi FEAMP 2014-2020 – MISURA 2.51, ha visto la collaborazione della Direzione Regionale Agricoltura, Promozione della Filiera e della Cultura del Cibo, Caccia e Pesca, Foreste con l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), l’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale del Lazio (ARPA Lazio) e l’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale (OGS). Si tratta di uno strumento operativo a supporto della Regione e dei Comuni costieri laziali per la programmazione e la pianificazione marittima ed è stato redatto tenendo conto di criteri fisici e oceanografici, biogeochimici, socio-economici, logistici. Le mappe leggono anche altri vincoli e limitazioni stabilite dalla normativa quali Delibere vigenti, Siti Natura 2000, Zone di Tutela Biologica, Aree Importanti per l’Avifauna.

Le zone precluse all’acquacoltura rimangono quelle dove insistono altri vincoli: habitat e specie protette, la qualità dell’ambiente marino costiero, le pressioni antropiche, le attività economiche e le infrastrutture in mare, la difesa e la sicurezza nazionale.

La cooperazione tecnico-scientifica ha coinvolto tutti gli stakeholders interessati, che sono stati informati dalla Direzione Regionale Agricoltura durante incontri dedicati: Istituto zooprofilattico, Enti locali, direzioni regionali, organizzazioni di rappresentanza professionale, d’impresa e associativa, FLAG.

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