Umbria – Mancini e Puletti (Lega) replicano ad Arci Caccia Terni: “Accuse infondate e strumentali”

TERNI – Il Consigliere Regionale Valerio Mancini, Capo Dipartimento Caccia della Lega Umbria, e il Consigliere della Lega Manuela Puletti, replicano alle insinuazioni della segreteria di Arci Caccia Terni che in una nota diffusa a mezzo stampa ieri, 8 settembre 2022, imputa lo slittamento dell’approvazione del Calendario Venatorio alle interrogazioni presentante in Consiglio Regionale.“Comprendiamo e condividiamo pienamente l’amarezza per la decisione del Tar dell’Umbria di sospendere l’apertura della stagione venatoria in programma per il 18 settembre prossimo – esordiscono Mancini e Puletti – ma le insinuazioni della Segreteria dell’Arci Caccia Terni sono totalmente prive di fondamento.

Ci risulta che il Presidente dell’associazione è stato Consigliere Comunale a Terni per ben due legislature e dovrebbe pertanto conoscere le regole e il funzionamento della macchina amministrativa – attaccano Mancini e Puletti – Lasciar intendere che delle interrogazioni in Consiglio Regionale abbiamo causato ritardi nell’approvazione del calendario venatorio è del tutto strumentale.

Far credere che sia a causa di questi ritardi che la decisione del Tar è sopraggiunta a sole due settimane dalla partenza della stagione venatoria cancellandone l’avvio, non è che un basso tentativo di confondere il mondo venatorio.

L’iter di approvazione del Calendario Venatorio, redatto dalla Giunta Regionale e non dal Consiglio Regionale, prevede, dopo la fase di stesura, la trattazione dell’atto con conseguente approvazione in Terza Commissione – spiegano Mancini e Puletti – pertanto appare evidente che le interrogazioni sottoposte in Aula all’Assessore Morroni non abbiano causato alcun tipo di ritardo.

Sostenere il contrario denota una scarsa conoscenza della macchina amministrativa, fatto grave se si considera che le dichiarazioni vengono mosse da un ex Consigliere Comunale del comune di Terni.

Siamo convintamente dalla parte dei cacciatori, di tutti i cacciatori – concludono i leghisti – ma non accettiamo che il confronto si pieghi alla polemica sterile  né che ci si serva di argomentazioni  strumentali per screditare  le doverose prerogative dei consiglieri regionali . L’attività venatoria è un patrimonio incardinato nella cultura sociale umbra, e non abbisogna di alcuna inutile divisione, – concludono – tanto per essere chiari, quel calendario era stato votato da tutte le forze politiche”.

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