Tarquinia – Tornano per l’undicesima edizione le “GIORNATE FAI D’AUTUNNO” che apre la casa di Sebastian Matta

Evento nazionale di partecipazione attiva e di raccolta pubblica di fondi, sabato 15 e domenica 16 ottobre 2022. Visite a contributo libero in 700 luoghi inaccessibili o poco valorizzati di 350 città italiane. Alla scoperta di un patrimonio sorprendente e inaspettato, che è in ogni angolo del Paese

TARQUINIA – Sabato 15 e domenica 16 ottobre 2022 tornano, per l’undicesima edizione, le Giornate FAI d’Autunno, il grande evento di piazza che il FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano ETS dedica ogni anno, d’autunno, al patrimonio culturale e paesaggistico del nostro Paese, animato e promosso dai Gruppi FAI Giovani, con la partecipazione di tutte le Delegazioni, i Gruppi FAI e i Gruppi FAI Ponte tra culture diffusi e attivi in tutta Italia.

I Delegati e Volontari della Fondazione, come ogni anno, metteranno a disposizione energia, creatività ed entusiasmo per svelare agli italiani la ricchezza e la varietà del patrimonio di storia, arte e natura che è in ogni angolo di questo Paese, sorprendente e inaspettato, e che non consiste solo nei grandi monumenti o nei musei, ma anche in edifici e paesaggi inediti e sconosciuti, luoghi speciali che custodiscono e testimoniano piccole e grandi storie, culture e tradizioni, che sono a pieno titolo “il nostro patrimonio”, e che perciò tutti siamo chiamati a curare e a proteggere per le generazioni presenti e future, com’è nella missione del FAI, cominciando innanzitutto a conoscerli, per scoprirne il valore.

Sono oltre 700 le proposte in 350 città d’Italia, in tutte le regioni: meraviglie da scoprire, nascoste in luoghi poco conosciuti e solitamente inaccessibili, che raccontano storia e natura dell’Italia, spaziando dall’archeologia all’architettura, dall’arte all’artigianato, dalla tradizione alla memoria, dall’antico al moderno, dalla città alla campagna.

Dai palazzi delle istituzioni alle architetture civili – ospedali, carceri, scuole e università, e perfino porti – da chiese e conventi a dimore private, ville e castelli, da siti archeologici a moderni centri di ricerca, dai borghi immersi nella natura a parchi, giardini e orti in città, dai villaggi operai ai laboratori artigianali e alle industrie del made in Italy: tutto questo, e molto altro, è il patrimonio culturale dell’Italia che il FAI svela al pubblico in due giorni di festa, di divertimento, ma anche di apprendimento e sensibilizzazione.

Ai partecipanti verrà suggerito un contributo non obbligatorio a partire da 3 euro, che andrà a sostegno della missione e dell’attività del FAI (l’elenco dei luoghi aperti e le modalità di partecipazione all’evento sono consultabili sul sito www.giornatefai.it). Chi lo vorrà, potrà sostenere ulteriormente il FAI con contributi di importo maggiore oppure con l’iscrizione annuale, sottoscrivibile online o in piazza in occasione dell’evento (box sotto per dettagli).

Le Giornate FAI d’Autunno si svolgono nell’ambito della campagna di raccolta fondi “Ricordiamoci di salvare l’Italia” che il FAI organizza nel mese di ottobre e si inquadrano nell’ambito delle iniziative di raccolta pubblica di fondi occasionale (Art 143, c 3, lett a), DPR 917/86 e art 2, c 2, D Lgs 460/97). A coloro che decideranno di partecipare verrà suggerito un contributo non obbligatorio a partire da 3 euro, utile a sostenere la missione di cura e tutela del patrimonio culturale italiano della Fondazione. Sarà possibile inoltre sostenere la Fondazione con l’iscrizione annuale, online o in piazza in occasione dell’evento, un gesto concreto in difesa del patrimonio d’arte e natura italiano. Gli iscritti al FAI o chi si iscriverà in occasione dell’evento potranno beneficiare dell’accesso prioritario in tutte le aperture e di aperture e visite straordinarie in molte città e altre agevolazioni e iniziative speciali.

Per l’elenco completo dei luoghi visitabili e le modalità di partecipazione consultare il sito www.giornatefai.it.

LA BANDITA DI SEBASTIAN MATTA

 

Il complesso della Casa dell’artista Sebastian Matta si trova nel territorio del comune di Tarquinia, in provincia di Viterbo. E’ situato nella campagna tarquiniese, nella bassa Maremma, in un’area extraurbana, vicino ad un zona incontaminata gestita dall’Università Agraria di Tarquinia in cui si preserva il bosco , il paesaggio e si pratica l’allevamento di bovini della razza maremmana seleziona allo stato brado.

Il Ritiro della Bandita è un ex convento dei frati passionisti fondato da San Paolo della Croce nel 1750. Prima di realizzare il ritiro di Tarquinia, San Paolo della Croce ne aveva già edificati altri due, uno sul monte Argentario e uno sul monte Fogliano, sopra Cura di Vetralla. Tutti e tre i conventi presentano similitudini nell’impianto e nella struttura. Il convento, passò poi al comune e quindi, grazie a Luisa Laureati, amica e gallerista di Matta, è stato acquistato nel 1968 dall’artista allora residente a Boissy, che, avendo vissuto a Roma negli anni Cinquanta, cercava un posto nei dintorni della capitale in cui creare un proprio rifugio per vivere e lavorare.

Luigi Serafini (vice sindaco), Martina Tosoni (assessore al turismo), Lorella Maneschi 8capo delegazione FAI) e Matteo Costa consigliere comunale di Tarquinia

La chiesa ed il convento dei Passionisti fu edificato nel 1750. La struttura è immersa nel bosco della Bandita San Pantaleo, il località il Ritiro. La chiesa fu consacrata il 16 marzo 1769, aveva unica navata e tre altari e un convento per il seminario. Tutto il complesso subì vari abbandoni fino al 1969 quando fu acquistato e restaurato dall’artista Sebastian Matta. Nella navata della chiesa è sepolto l’artista, venuto a mancare il 23 novembre 2002.

COSA SCOPRIRETE DURANTE LE GIORNATE FAI?

Il Ritiro della Bandita è stato per l’artista Sebastian Matta casa, rifugio e luogo di lavoro fino agli ultimi anni della sua attività. Oggi sede degli Archivi Matta, la Bandita conserva molti tesori dell’artista, dalle sculture in bronzo alle ceramiche, dai pastelli alle tele, dai disegni ai mobili raccontando attraverso la magia di un luogo che sembra sospeso e senza tempo, l’immaginario fantastico e inimitabile di uno dei più carismatici, brillanti e visionari artisti del Novecento. Il 15 e il 16 ottobre, per la prima volta con il FAI, a 20 anni dalla morte di Sebastian Matta la Bandita apre i suoi cancelli al pubblico per far conoscere parte degli spazi privati dell’artista che ospitano alcune delle sue opere, dal giardino al cortile del convento, alla cappella in cui Matta per anni ha lavorato e dove ora riposa Un’occasione unica per respirare lo spirito di Matta e scoprire, con i propri occhi, la sua sorprendente e personalissima carica poetica.

Delegazione FAI di Viterbo
LUOGO SOLITAMENTE CHIUSO
Luogo solitamente chiuso al pubblico perché di proprietà privata

INDIRIZZO
Località Bandita San Pantaleo – Strada provinciale la Roccaccia, TARQUINIA, VT

Note: Venerdì ore 17.00: Sala del Consiglio di Tarquinia  conferenza di Luisa Laureati Briganti, critica d’arte ed amica di Sebastian Matta – sabato e domenica sarà aperta al pubblico la sala del Consiglio del comune di Tarquinia dove sono esposte tre tele del Maestro, recentemente restaurate e ricollocate da laureati del Corso di restauro della Università degli Studi della Tuscia

Sabato: 10:00 – 17:00

Domenica: 10:00 – 17:00

DURATA VISITA
45 minuti
LUOGO ACCESSIBILE

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