Al via la raccolta delle olive, Confagricoltura: “Promuovere campagna di sensibilizzazione”

FROSINONE – La grande tradizione olivicola del frusinate si rinnova anche quest’anno e la raccolta delle olive in atto porterà un prodotto come sempre di eccellenza, che si caratterizza per la bontà del sapore proveniente da terre generose come quelle ciociare.

Una raccolta, quest’anno favorita dal bel tempo, che rappresenta sempre un momento di aggregazione oltre che di lavoro e che va affrontata con grande prudenza perché nasconde insidie.

Dagli uliveti tradizionali che spesso presentano pendenze rilevanti, ai terrazzamenti, dall’utilizzo dei macchinari per gli uliveti intensivi di nuova generazione a quelli più semplici: occorre la massima attenzione per evitare incidenti agricolo che, purtroppo, si stanno già verificando, taluni anche molto gravi.

I CONSIGLI DI CONFAGRICOLTURA

Le prime cause degli incidenti sul lavoro sono sicuramente la scarsa informazione sui pericoli che si corrono la mancata scarsa percezione degli stessi sia azienda che sui campi privati.

Il consiglio è quello di informarsi sui giusti comportamenti da tenere prima di fare la raccolta, come posizionare una scala, come utilizzare gli strumenti da lavoro, quali aspetti curare in maniera più attenta. È fondamentale non sottovalutare nulla perché è proprio la mancata percezione del pericolo che porta le persone ad agire in maniera scorretta e mettere in pericolo la propria salute.

CAMPAGNA DI SENSIBILIZZAZIONE

In questo senso sarebbe opportuno promuovere una campagna di sensibilizzazione su quelli che sono i rischi delle operazioni manuali della raccolta delle olive ma anche in quelle meccanizzate.

Una campagna di sensibilizzazione che andrebbe rinnovata sempre, in tutti i settori, e non solo in quello agricolo, quanto mai importante soprattutto nella società odierna che registra una media di 3 morti al giorno sui luoghi di lavoro.

L’impegno di Confagricoltura in questo senso non manca e si rinnova ogni anno, ma non basta, occorrono che anche le istituzioni, i datori di lavoro, e chi è preposto alla sicurezza dei lavoratori facciano qualcosa di più per una nuova cultura.