Frosinone – Corrotti (Fd’I): “Sulle stabilizzazioni del personale medico nella ASL non c’è trasparenza”

La consigliera regionale ha presentato un’interrogazione a risposta immediata al presidente del consiglio Vincenzi per avere risposte all’assessore “condannato” Alessio D’Amato

FROSINONE – La ASL di Frosinone non manca mai di far parlare di sé. Il nuovo direttore generale, fortemente voluto dall’assessore Alessio D’Amato e dal presidente della regione Lazio, Nicola Zingaretti è un architetto, Angelo Aliquò. Basta andare sulle pagine online di RagusaNews (Dopo inchiesta di Ragusanews, Asp sospende concorso per dirigente di Staff Ragusa) per avere qualche informazione in più sul modus operandi del neo direttore che, in tempi record, è riuscito a portarsi dietro la compagna e farla lavorare a Frosinone.

Senza conoscere i trascorsi di Aliquò (Concorso, medico arriva primo ma Aliquò sceglie il secondo Modica (ragusanews.com) la consigliera regionale di Fratelli d’Italia, Laura Corrotti, ha presentato un’interrogazione a risposta immediata al presidente del Consiglio regionale Marco Vincenti.

La Corrotti denuncia il mancato rispetto degli obblighi di pubblicazione concernenti i titolari di incarichi dirigenziali nella Asl di Frosinone.

Tutto questo nasce dalla mancanza dei dati relativi ai titolari di incarichi dirigenziali che dovrebbero essere invece pubblicati nell’apposita sezione “Amministrazione trasparente”.

All’appello mancherebbero i dati dei dirigenti interessati dalla stabilizzazione ex art. 20, del Dlgs 75/2017 del personale precario dell’area “Dirigenza – Area Sanità e Comparto”, riferiti alla deliberazione n. 916 del 30 dicembre del 2021.

Dopo tante polemiche nel corso di quest’estate sulla ASL di Frosinone è calato il silenzio. Un silenzio dovuta anche alla scarsa presenza di una vera opposizione nei confronti di chi gestisce la sanità in modo clientelare da quando il buon Nicola Zingaretti è alla guida della regione.

Difficile che la consigliera possa ottenere risposte. Normalmente non le danno. Inoltre l’attuale assessore alla sanità, Alessio D’Amato, recentemente condannato in via definitiva dalla Corte dei Conti a restituire 270mila euro ottenuti dalla “sua” Fondazione Italia-Amazzonia per farsi propaganda elettorale, è alle prese con l’ambizioso traguardo di farsi candidare come presidente dell’ente in quota Italia Viva-Azione. Figuriamoci se ha tempo di rispondere.

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