Tarquinia ha vinto la battaglia. La regione Lazio ha detto “NO” al termovalorizzatore della A2A

Alla ferma opposizione del sindaco Giulivi, alla quale si sono aggregati successivamente Civitavecchia, comitati, Asl e Sovrintendenza è arrivata finalmente la bocciatura sulla valutazione dell’impatto ambientale. Località Pian D’Organo – Pian dei Cipressi in salvo

TARQUINIA – Era il primo luglio del 2020 quando in una stanza virtuale utilizzata per le conferenze dei servizi dalla direzione regionale politiche ambientali e ciclo dei rifiuti area valutazioni d’impatto ambientale, erano presenti enti, comuni limitrofi, uffici regionali, della società proponente, delle associazioni e dei cittadini interessati, il comune di Tarquinia capofila nei ricorsi aveva ribadito il proprio NO alla realizzazione dell’impianto.

Come i nostri lettori ricorderanno, il parere tecnico fu illustrato ed espresso dall’avvocato Noemi Tsuno, che aveva ribadito i motivi posti a fondamento del parere negativo espresso dal comune di Tarquinia, peraltro già esplicitati nelle osservazioni presentate nel relativo procedimento incardinato presso la Regione Lazio.

Come sottolineato dal professionista il progetto proposto dalla A2A era relativo ad una industria insalubre di 1° classe, che dunque produrrebbe sostanze “pericolose alla salute degli abitanti” e che “debbono essere isolate nelle campagne e tenute lontane dalle abitazioni”, condizione che non poteva essere rispettata in ragione della collocazione dell’impianto in un’area dove è presente un polo logistico Conad che gestisce beni alimentari e per la quale sono previste dal Piano di lottizzazione future attività commerciali.

L’Avvocato ha, inoltre, aveva richiamato il negativo parere della ASL di Viterbo, che aveva rilevato le plurime criticità dell’impianto anche e soprattutto con riferimento alla pericolosità per la salute umana nonché ha ulteriormente evidenziato come la stessa Regione Lazio nelle risposte alle osservazioni proposte dalla A2A relativamente all’Aggiornamento del Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti della Regione Lazio, ha confermato “la volontà della Regione Lazio di non realizzare ulteriori capacità di termovalorizzazione” e ribadito che “le ceneri volanti sono assai costose e pericolose da gestire e smaltire”.

Da ultimo aveva rappresentato come la stessa Regione avesse evidenziato come l’impianto si trovasse a soli 200 metri da una Zona di Protezione Speciale (Comprensorio Tolfetano – Cerite – Manziate) e pertanto l’analisi di Livello II presentata dalla A2A – non faceva altro che riproporre quanto aveva già riportato nell’analisi di livello I – che precludeva sin dall’inizio un chiaro NO ad un positivo parere relativamente alla Valutazione di Incidenza Ambientale.

Fondamentale, come sottolineato in quella circostanza dal sindaco di Tarquinia Alessandro Giulivi l’aver richiamato e sottolineato a chiari toni l’impegno assunto nel consiglio comunale congiunto dei Comuni di Tarquinia e Civitavecchia dell’agosto 2019, il totale dissenso e contrarietà del Comune a tale impianto e all’apertura di qualsiasi tipo di impianto che comporti l’incenerimento di rifiuti su tutto il territorio del comune di Tarquinia, e in quanto massima autorità sanitaria la ferma volontà di “diminuire i carichi inquinanti, e, facendo ricorso al principio di precauzione, di non autorizzare impianti impattanti, affinché venga garantito il diritto alla salute dei cittadini rispetto a qualsiasi altro interesse privato”.

Volontà accolte e pericolo scampato. Almeno per il momento.

Ecco il documento della regione Lazio (CLICCA E SCARICA)

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