Viterbo – Il giornalista e scrittore Nicola Moncada presenta il suo ultimo libro “La sciarpa Scozzese”

VITERBO – Mercoledì 30 novembre alle ore 17.30 al Foyer del Teatro San Leonardo di Viterbo in via Cavour appuntamento con l’autore Nicola Mancada.
Sarà la scrittrice Rosella Lisoni a presentare il libro dello scrittore Nicola Moncada, storico giornalista viterbese, per anni firma di punta del Corriere di Viterbo, il libro dal titolo “La sciarpa scozzese” è edito dalla casa editrice Sette Città.
Il filo rosso che lega l’intero testo è il mondo dell’infanzia, con i loro piccoli e grandi drammi sollevando infiniti interrogativi, trascinando il lettore in un universo tutto da decifrare.
L’impianto cinematografico del testo suscita un forte pathos e la precisione nel descrivere ambienti e personaggi ne rende avvincente la lettura.
Un appuntamento importante per conoscere meglio l’autore e cogliere le motivazioni che lo hanno spinto a scrivere un’opera che in diciotto racconti esplora il complesso e commovente mondo dell’infanzia.

Nicola Moncada è alla sua terza opera narrativa avendo già pubblicato i romanzi “La Villa Oscura” e “Il Cancelliere”

Sinossi

Diciotto racconti, intensi e commoventi, sull’infanzia. Costruiti ciascuno intorno a un oggetto (dei rapaci impagliati, il fantoccio di un aviatore, delle maschere, una bandiera del palio…), delineano, da varie angolazioni, una grammatica dei sentimenti. Solo uno, “la morte”, non ha oggetto: perché, al centro della morte, non vi sono oggetti, ma soltanto il vuoto e l’orrore. In questi racconti, però si celano anche delle domande. Chi è il misterioso funzionario che, riemerso dal passato, sconvolge la vita d’una famigliola sotto natale? Perché un’anziana zia, entrata nella sua stanza, suona davanti al nipotino una Suite di Bach sul violoncello prima di uccidersi? Come mai un alunno, un “primo della classe”, accetta la sfida mortale con un compagno? Chi è “la piccola donnina” che, dopo averlo conosciuto all’oratorio, appare in sogno, al suo amichetto, con un orribile livido sul braccio? Domande, queste, destinate a restare senza risposta. Guardare al cuore umano, al suo abisso, si può. Ma, poi, bisogna ritrarsene al più presto.

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