Regione Lazio – Porrello in cerca di “lavoro” perde la testa sull’Egato e s’arrabbia

Il suo avvocato ci scrive ma sbaglia bersaglio, non deve prendersela con noi ma con D’Amato. Il consigliere pentastellato civitavecchiese ha fatto la fortuna della sua segreteria ma si è mosso tardi per se stesso e rischia di doversi trovare un lavoro vero

ROMA – Deve essere difficile portare a termine un mandato da consigliere regionale dove lo stipendio ha permesso a tanti di “svoltare” dal punto di vista economico più che politico. Uno di questi casi è legato al civitavecchiese Devid Porrello, poverello, oggetto in queste ore di un fiume di critiche e polemiche che gli giungono da ogni dove. Qualcuno sostiene che da giorni soffra di un fortissimo mal di fEgato.

Ci ha mandato una lettera attraverso il suo legale Paolo Morricone che pubblichiamo  integralmente perché farà storia:

richiesta -rettifica 13-12-2022

Purtroppo per lui non solo non ci convince ma dovrebbe saper distinguere la differenza sostanziale tra una città come Roma e una come Rieti, Viterbo, Frosinone e Latina.

Per noi dare 8mila euro ad un presidente di un ente che sostanzialmente non serve a niente è una vergogna. Siccome però Porrello ha studiato poco gli rinfreschiamo noi la memoria.

Il testo originario della legge sugli Egato prevedeva: “Il Presidente e i componenti del Consiglio direttivo restano in carica per un quinquennio, sono rinnovabili per una sola volta e il loro compenso è individuato con riferimento alle indennità di funzione, rispettivamente, del sindaco e degli assessori del comune capoluogo di Provincia o del comune capoluogo della Città metropolitana di Roma Capitale, come rideterminate ai sensi dell’articolo 1, commi 583, 584 e 585 della Legge 30 dicembre 2021 n. 234 (Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2022 e bilancio pluriennale per il triennio 2022-2024)”.

L’articolo 1 comma 583, 584 e 585 della Legge 30.12.2021 n. 234, citato nella lettera, prevede:

583. A decorrere dall’anno 2024, l’indennità di funzione dei sindaci metropolitani e dei sindaci dei comuni ubicati nelle regioni a statuto ordinario è parametrata al trattamento economico complessivo dei presidenti delle regioni, come individuato dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano ai sensi dell’articolo 2, comma 1, lettera b), del decreto-legge 10 ottobre 2012, n. 174, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 dicembre 2012, n. 213, in relazione alla popolazione risultante dall’ultimo censimento ufficiale, nelle seguenti misure:

a) 100 per cento per i sindaci metropolitani;

b) 80 per cento per i sindaci dei comuni capoluogo di regione e per i sindaci dei comuni capoluogo di provincia con popolazione superiore a 100.000 abitanti;

c) 70 per cento per i sindaci dei comuni capoluogo di provincia con popolazione fino a 100.000 abitanti;

d) 45 per cento per i sindaci dei comuni con popolazione superiore a 50.000 abitanti;

e) 35 per cento per i sindaci dei comuni con popolazione da 30.001 a 50.000 abitanti;

f) 30 per cento per i sindaci dei comuni con popolazione da 10.001 a 30.000 abitanti;

g) 29 per cento per i sindaci dei comuni con popolazione da 5.001 a 10.000 abitanti;

h) 22 per cento per i sindaci dei comuni con popolazione da 3.001 a 5.000 abitanti;

i) 16 per cento per i sindaci dei comuni con popolazione fino a 3.000 abitanti.

584. In sede di prima applicazione l’indennità di funzione di cui al comma 583 e’ adeguata al 45 per cento nell’anno 2022 e al 68 per cento nell’anno 2023 delle misure indicate al medesimo comma 583. A decorrere dall’anno 2022 la predetta indennità può essere altresì corrisposta nelle integrali misure di cui al comma 583 nel rispetto pluriennale dell’equilibrio di bilancio.

Il duo delle meraviglie del M5S, Pernarella e Porrello

585. Le indennità di funzione da corrispondere ai vicesindaci, agli assessori ed ai presidenti dei consigli comunali sono adeguate alle indennità di funzione dei corrispondenti sindaci come incrementate per effetto di quanto previsto dai commi 583 e 584, con l’applicazione delle percentuali previste per le medesime finalità dal regolamento di cui al decreto del Ministro dell’interno 4 aprile 2000, n. 119.

Dunque, con l’emendamento P2-87 tre Egato su 5 prevedono un’indennità superiore. Il testo originario, infatti, disciplina un compenso per gli Egato di Frosinone, Rieti e Viterbo pari al “70 per cento per i sindaci dei comuni capoluogo di provincia con popolazione fino a 100.000 abitanti”. L’Egato di Latina ha un compenso pari a quello originario.

Inoltre, come ampiamente dimostrato, se oggi il Consiglio direttivo ha un’indennità pari al 40% è grazie alla riformulazione dell’assessore Valeriani che ha modificato il testo dell’emendamento P2-87 del M5S (presentato con indennità pari al 50%).

E’ indubbio che se si volevano ridurre veramente i costi di questo Ente, come visto per il già votato Egato di Frosinone che oggi gode di una indennità per il Presidente superiore a quella prevista dal testo originario, si poteva inserire una misura che parametrava il compenso, tanto per fare un esempio, ad un funzionario del comune di Roma, che dopo oltre 30 anni di servizio a stento riesce ad avvicinarsi ai 2 mila euro di stipendio.

C’è da considerare, poi, che la legge 30.12.2021 n. 234 prevede l’aggiornamento delle indennità dei sindaci a decorrere dall’anno 2024 e non da adesso caro Porrello.

Ad oggi, nell’unico Egato costituito, prima dell’opportuno dietrofront del Presidente Leodori, il buon Buschini godrà di un’indennità più alta proprio grazie all’emendamento P2-87.

Giova ricordare anche che, a voler considerare il testo originario criticato dai consiglieri del Movimento 5 Stelle, lo stesso risulta essere stato approvato dalla Giunta e dalla maggioranza che loro stessi sostengono. In più, leggendo la risultanza della seduta del 12 aprile 2022, lo stesso è stato approvato all’unanimità con la presenza dell’assessora Lombardi, la punta di diamante del Movimento in regione Lazio. Da quanto si legge nella lettera, sembra quasi che i consiglieri sconfessino i loro rappresentanti all’interno della Giunta Zingaretti. Colleghi di partito che ci risulta essere ancora seduti sulle poltrone assessorili di via Cristoforo Colombo.

Dulcis in fundo, consigliamo ai consiglieri grillini di scrivere al loro rappresentante dell’attuale maggioranza Alessio D’Amato. Le nostre affannose ricerche per trovare il documento a firma David Porrello e Gaia Pernarella del Movimento 5 Stelle hanno avuto il “LA” proprio da una dichiarazione del candidato alla Presidenza del centrosinistra, che in data 9 dicembre 2022 ha detto “Decisione saggia da parte del presidente vicario Daniele Leodori sugli Egato che sgombera il campo da polemiche e strumentalizzazioni. Nel mio programma ci sarà la riduzione delle indennità volute da un emendamento dei 5stelle”. 

E’ D’Amato che ha tirato in ballo l’emendamento del M5S, il nostro diritto e dovere di cronaca ci ha portato all’affannosa ricerca del documento che, una volta trovato, è stato pubblicato (insieme allo stenografico dell’Aula dove si evince che è stato poi votato dalla maggioranza con la riduzione voluta da Valeriani).

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