Viterbo – Mammagialla, il carcere vergogna dimenticato da tutti. Dall’istituto ci scrivono…

Detenuti ammassati come bestie. Malati psichiatrici mal curati. Medicine ad intermittenza. Servizi mail a singhiozzo. Polizia penitenziaria sotto organico. Un vero disastro

VITERBO – Mammagialla, un nome che spaventa solo pronunciarlo. Un carcere duro non solo per i detenuti ma anche per le “guardie” (polizia penitenziaria” che lì dentro ci lavorano.

Una decina di giorni fa l’ennesima manifestazione di protesta propria degli agenti penitenziari studi di lavorare sotto organico e con un numero di detenuti divenuto ingestibile. Atti di autolesionismo. Suicidi (due quest’anno) ma tantissimi casi sventati dai compagni di cella o dagli agenti. Il popolo che abita quell’ammasso di ferro e cemento è costretto a convivere in ambienti piccoli e fatiscenti. Malati psichiatrici, pericolosi e non, che trascorrono le loro giornate insieme ai “comuni” (parliamo di detenuti ovviamente). L’evasione dal carcere minorile Beccaria di Milano ha riacceso i riflettori su un mondo dimenticato da tutti.

C’è stato un momento, all’inizio della pandemia, in cui la situazione, già pesante, è
sfuggita di mano. L’8 marzo 2020 nel carcere di Modena scoppia una rivolta: i detenuti saccheggiano la farmacia e si impadroniscono dei flaconi di metadone e psicofarmaci. È una strage con nove morti. Il giorno dopo scene da Sudamerica vanno in scena a
Foggia: evadono dalla prigione in settantadue. Un record nel pur disastrato mondo dei penitenziari italiani.

Poi il mondo che sta dietro le sbarre torna nelle retrovie: i problemi non sono risolti, ma chi è fuori ha già i suoi guai e quelli di chi è in cella interessano poco.

Capienza e presenze Mammagialla

posti regolamentari posti non disponibili totale detenuti
440 36 562

Si dice che sia il sovraffollamento l’emergenza numero uno, ma non è così. Non quest’anno che si avvia alla chiusura con un macabro primato che ha fatto indignare l’appena arrivato guardasigilli Carlo Nordio: i suicidi, arrivati ai primi di dicembre a quota 79. Un’ecatombe, un picco che non trova confronti nelle statistiche degli ultimi dieci anni e un valore che è quindici-diciotto volte più alto di quello delle persone libere.

C’è una relazione fra le cifre dei «prigionieri» e il numero di quelli che si tolgono la vita. Ma il legame spiega fino a un certo punto: nel 2021 c’erano stati 58 suicidi, 62 nel 2020 e 54 nel 2019. Dieci anni fa, nel 2012, si erano uccise in cella 56 persone, ma la popolazione carceraria era molto più alta: 66mila persone contro le circa 55mila di oggi.

C’è dell’altro evidentemente: il disagio psichico, la fragilità, la solitudine di molti stranieri, il fatto che circa il 40 per cento dei carcerati faccia uso di psicofarmaci.

Colpisce anche un altro dato: 31 detenuti sucidi erano in attesa del giudizio di primo grado. E allora come interpretare questa strage silenziosa? «Il 62 per cento dei suicidi avviene nei primi sei mesi di carcere – nota il Garante nazionale dei detenuti Mauro Palma – sembra quindi che lo stigma percepito dell’essere approdati in carcere costituisca l’elemento cruciale che spinge al gesto estremo».

Per Nordio c’è naturalmente in cima alla lista la costruzione di nuove carceri: in Italia i tempi per realizzare una struttura sono lunghissimi, almeno dieci anni, e dunque la soluzione che il ministro propone è quella dell’utilizzo delle caserme dismesse. Ma poi c’è il tema incandescente delle pene alternative, particolarmente per i tossicodipendenti che sono circa il 40 per cento dei carcerati.
C’è poi, questione dentro una questione più grande, la situazione difficile delle carceri minorili. La rivolta al Beccaria di Milano e la fuga di sette ragazzi porta in prima pagina le difficoltà dei più giovani.

Questa la lettera dei detenuti che ci è stata inviata dal carcere di Mammagialla di Viterbo:

 

lettera da mammagialla (1)

DOPO AVER ILLUSTRATO LA SITUAZIONE DELLA NOSTRA SEZIONE NEI SINGOLI ABBIAMO PRODOTTO UN QUADRO IN CUI VERSA IL BRACCIO E CONSEGUENTI PROBLEMATICHE DI CUI FORSE SIETE A CONOSCENZA MA CUI CONVIVIAMO PAZIENTEMENTE:

  1. MANCANZA DI ACQUA POTABILE NEI LAVANDINI DEL BAGNO. ACQUA CON CALCARE IN DOCCIA. PRECARIE CONDIZIONI IGIENICO SANITARIE, MUFFA NELLE DOCCE, INSETTI VARI NELLE CELLE, SOFFITTI CON EVIDENTI CREPE CHE RACCOGLIAMO CONTINUAMENTE.
  2. ASSENZA DI VISITE MEDICHE AL PIANO COM’ERA DA PRASSI OVVERO IL LUNEDÌ E GIOVEDÌ. PER CUI COMPILIAMO UNA DOMANDINA APPOSITA COSÌ COME VISITE URGENTI CONTINUAMENTE POSTICIPATE O MAI FATTE.
  3. PRESENZA SALTUARIA DI UN CAPO REPARTO CHE GARANTISCA AIUTO NELLA RISOLUZIONE DEI PROBLEMI QUOTIDIANI OLTRE CHE DEI NOSTRI DIRITTI QUALI: TELEFONATE, VIDEO, ECC. CON CONSEGUENTE PERDITA DI DOCUMENTI IMPORTANTI PRESENTATI A SECONDA DELLA RICHIESTA EFFETTUATA.
  4. MANCANZA DI CORSI EXTRA-LAVORATIVI QUALI TEATRO, SALA MUSICA, SALA HOBBY, CON STABZE GIÀ ADIBITE MA IN COMPLETO ABBANDONO.
  5. CONTINUI PROBLEMI CON L’ASCENSORE E L’ACQUA CHE COMPORTANO PROBLEMI NELLA GESTIONE DELLA SEZIONE SOPRATTUTTO DA PARTE DEI LAVORATORI GIÀ SOTTOPAGATI E MALFORNITI.
  6. CAMPO SPORTIVO SENZA ATTREZZATURE PRIMARIE PER SVOLGERE L’ATTIVITÀ SPORTIVA QUALE UNA PORTA ASSENTE DA MESI E PROMESSA DA ALTRETTANTI, PALLONI DA CALCIO, FRATINI, DI CUI SIAMO DISPOSTI A FAR FORNIRE DA FUORI, CON UN TERRENO DI GIOCO CAUSA DI NUMEROSI INFORTUNI.
  7. RICEZIONE SALTUARIA DI MAIL DELLE QUALI EFFETTUANO PAGANDO UN ABBONAMENTO MENSILE GIÀ DI PER SE ONEROSO, ESEMPIO: SU 70 MAIL NE RICEVIAMO LA METÀ.
  8. IN SEZIONE MANCANO SEDIE PER LA SALETTA E STENDINI CONTATI PER IL NUMERO ASSAI AUMENTATO DI DETENUTI.

Seguono le firme


Numero attuale di detenuti

562

Capienza regolamentare

440

Numero donne

0

Numero stranieri

178

Tasso di affollamento

123,9%

% stranieri

32,7%

Definitivi

344

% definitivi

63,1%

Numero detenuti transgender

0

Numero art. 21

6

Numero detenuti in Alta Sicurezza AS1

0

Numero persone in semilibertà

1

Numero persone in Alta Sicurezza AS3

140

Numero persone in regime ex 41bis

49

É presente il reparto protetti con circa 40 persone

PERSONALE

Polizia penitenziaria prevista

343

Polizia penitenziaria effettivamente presente

316

Sono presenti ministri di culto
diversi dal cappellano cattolico?

SI

N. volontari

97

N. casi di autolesionismo nel corso dell’anno precedente

118

N. di tentai suicidi nel corso dell’anno precedente

15

N. di morti nel corso dell’anno precedente, ad esclusione dei suicidi

2

N. di aggressioni ai danni del personale nel corso dell’anno precedente

7

N. di aggressioni ai danni di altri detenuti nel corso dell’anno precedente

55

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