Terzo scalo del Lazio, il dossier dell’aeroporto di Viterbo sul tavolo del ministro Salvini

Convegno sui trasporti ieri all’Ergife. Tra gli interventi tecnici (non politici) tra i più applauditi quello del referente della Compagnia Portuale di Civitavecchia Gaudenzio Parenti

ROMA – La Lega con Salvini ministro delle infrastrutture fa sul serio. Ieri pomeriggio all’Hotel Ergife, nel contesto di un evento politico elettorale organizzato magistralmente dal consigliere regionale uscente Daniele Giannini sugli scudi Viterbo e Civitavecchia.

Ha moderato il convegno l’europarlamentare Cinzia Bonfrisco. Al tavolo dei lavori il sottosegretario al Mef Claudio Durigon, il capogruppo di Città Metropolitana Davide Bordoni, il consigliere Daniele Giannini, Eloisa Fanuli e il ministro per le infrastrutture e trasporti Matteo Salvini.

Occasione ghiotta per tutte le categorie invitate a partecipare e portare avanti le proprie istanze e soprattutto evidenziare le proprie “sofferenze”. Tassisti, ferrotranvieri, autotrasportatori, autisti mezzi pubblici, Ncc, portuali e così via dicendo.

La sorpresa grande è stato di certo il primissimo intervento, quello di Gaudenzio Parenti, portavoce tecnico della Compagnia Portuale di Civitavecchia che ha parlato dell’eccellenza del Porto di Traiano. Ecco il suo intervento integrale:

Poi è stata la volta di Fabio Notazio a cui proprio la Bonfrisco ha affidato la responsabilità di seguire gli sviluppi del futuro Aeroporto di Viterbo.

Questo il suo intervento:

Questa una sintesi trascritta del suo intervento: “Cercherò di essere conciso ed esaustivo sul tema Aeroportuale del Lazio. Le esponenziali prospettive di crescita del traffico aereo a livello globale sono sconcertanti. Tali dati non risparmiano il sistema del traffico aereo europeo che nei prossimi anni vedrà crescere drasticamente il numero di merci e passeggeri, per questo motivo da molto tempo il ministero dei trasporti e l’ente nazionale aviazione civile hanno da tempo predisposto una strategia per affrontare le note problematiche legate al vertiginoso aumento del traffico aereo che nei prossimi anni si riverserà sulla Capitale. Non adeguando la recettività aeroportuale, rischiamo di portare al collasso le attuali strutture con i milioni di passeggeri destinati alla nostra Regione verso la Capitale. Lo stesso vale per la logistica di movimentazione merci.
Gli ultimi dati relativi pre pandemia registrano un traffico di 35 milioni di passeggeri distribuito tra gli aeroporti di Ciampino e Fiumicino. Nel 2030 il solo traffico passeggeri negli aeroporti del Lazio raggiungerà circa 90 milioni di utenti. Attualmente il Consiglio di Stato, per i noti problemi di compatibilità ambientale, ha drasticamente ridotto l’operatività dello scalo di Ciampino da 100 a 65 voli giornalieri, escludendo altresì i voli notturni. Come noto, Il Tar Lazio ha recentemente decretato l’irrealizzabilità dell’ulteriore quarta pista dell’Aeroporto di Fiumicino, che doveva sostenere il trend evoluzionale del traffico aereo della Capitale. Il compianto Ministro Altero Matteoli, da Buon Visionario, aveva già anticipato l’attuale scenario di cui vi sto parlando. La cabina di regia, istituita presso il Ministero dei Trasporti aveva reso cantierizabile l’unica soluzione offerta dall’ENAC e dall’ENAV per garantire la tenuta del sistema. Gli Enti suddetti, dopo attenti studi sugli Aeroporti laziali, ritennero infatti di realizzare il Terzo scalo del Lazio sul già esistente sedime aeroportuale di Viterbo.

La conferenza di servizi che interessò tutti gli organi di vertice aveva superato tutto l’iter burocratico ed amministrativo per la realizzazione dello scalo. Ad Aeroporti di Roma, che aveva già redatto il Masterplan e la progettazione di massima, gli era stata assegnata la gestione dello scalo, come compensazione della progressione chiusura di Ciampino. La medesima società si era impegnata a coprire gli oneri per la gestione dello scalo. Ferrovie dello Stato, Anas e Comune di Viterbo avevano progettato il potenziamento della rete viaria e ferroviaria tra l’aeroporto e la capitale.  Il successivo governo Monti, improvvisamente, senza giustificato motivo, ha dirottato le risorse stanziate ad altri investimenti. Tuttavia non si comprende come l’attuale bozza del nuovo il PNA redatto da ENAC durante il precedente governo Draghi, pur ribadendo le immense criticità che ho pocanzi discusso, non vi è alcuna voce sul potenziamento del sistema aeroportuale del Lazio, non offrendo alcuna soluzione al problema.

Le specifiche e puntuali osservazioni, alla bozza del PNA che ho contribuito a redigere, ed inviate al Ministero dei Trasporti lo scorso 20 Novembre, indicano nello specifico il percorso da intraprendere. Nella stessa ottica di crescita e sviluppo la prossima Giunta regionale del Lazio si dovrà impegnare, e qui mi rivolgo a te caro Daniele, a supportare il lavoro del nostro ministero in questo importante obbiettivo di crescita per la Capitale e per il Lazio. Mentre nel deserto arabico le ruspe stanno scavando per il progetto più utopico e futuristico del mondo, ovvero una città verticale lunga 170 km e alta 500 metri denominata the line, ove vivranno 9 milioni di persone, in Italia la burocrazia ha inchiodato al palo le grandi infrastrutture. Oggi grazie al Ministro Salvini, la Lega, passatemi il gioco di parole, SLEGHERA’ i gravosi iter burocratici che hanno ibernato il nostro Paese. Con la Lega, il futuro del Lazio è sempre più in volo verso il successo!”

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