Il pm Alberto Liguori in carcere per il primo interrogatorio di Claudio Carlomagno: “Il nostro lavoro ancora non è finito”
ANGUILLARA SABAZIA – “Gli investigatori stanno cercando ancora l’arma del delitto. Un’arma da taglio affilata, verosimilmente un coltello”.
Queste le parole del capo della Procura di Civitavecchia incontrato da noi fugacemente all’interno del Palazzo di Giustizia di Civitavecchia.
Il dottor Liguori ha aggiunto: “Mi sto recando adesso al carcere per sentire Claudio Carlomagno. Un interrogatorio che anticipa quello di garanzia che avverrà nei prossimi giorni”.
Come siete arrivati alla scoperta del corpo di Federica Torzullo?
”E’ stato un articolatissimo lavoro di squadra. Abbiamo messo insieme tutti gli indizi raccolti anche grazie alle tecnologie avanzate come quella dei droni e dei riscontri tecnici”.
C’è stata premeditazione nell’atto così violento compiuto da Carlomagno?
”Per formulare questa accusa bisogna avere più elementi che al momento sono al vaglio dei nostri uffici”.
L’uomo, Claudio Carlomagno, ha passato la sua prima notte nel carcere di Borgata Aurelia a Civitavecchia. Il suo avvocato di fiducia Andrea Miroli, ha dichiarato che il suo assistito stava per costituirsi poco prima dell’arresto.
L’arma da taglio è un altro tassello importante per gli inquirenti per blindare i capi d’accusa già formulati come l’omicidio volontario e l’occultamento di cadavere.

