ROMA – Si amplia il perimetro degli accertamenti sull’appalto per il servizio di elisoccorso sanitario nel Lazio. Alla verifica già avviata dall’Autorità nazionale anticorruzione si affiancano ora le indagini della Procura della Repubblica di Roma e della Corte dei Conti, che ha aperto un fascicolo per l’ipotesi di danno erariale.
Gli accertamenti sono ancora in fase istruttoria, ma il focus è chiaro: verificare la legittimità della procedura di gara e l’effettivo possesso, da parte della società aggiudicataria Elifriulia, dei requisiti tecnici ed economici richiesti per un servizio essenziale di emergenza sanitaria.
L’attenzione degli inquirenti e degli organi di controllo si concentra, in particolare, sui mezzi aerei indicati in sede di offerta. Nel maggio 2024 l’Anac ha avviato un approfondimento specifico su due elicotteri inseriti nella proposta tecnica presentata da Elifriulia.
L’ipotesi oggetto di verifica — che resta allo stato meramente investigativa — è che i velivoli non fossero più nella piena disponibilità della società già nel corso della gara, poiché ceduti ad altro operatore. Su questo punto l’Autorità ha richiesto ulteriori chiarimenti alla Regione Lazio e all’Ares 118, concedendo un nuovo termine per la trasmissione della documentazione integrativa.
La vicenda affonda le radici nel 2019, quando la Regione Lazio bandisce, per conto di Ares 118, una gara quinquennale da 53,8 milioni di euro per il servizio di elisoccorso. La procedura viene successivamente annullata dal Tar. Un nuovo bando viene pubblicato il 6 ottobre 2020, con un valore rivisto a 65,6 milioni di euro. Alla gara partecipano tre operatori del settore.
Nel giugno 2022 Elitaliana viene esclusa dalla procedura, decisione che l’azienda contesta nelle sedi giurisdizionali. A dicembre 2022 l’appalto viene aggiudicato a Elifriulia per un importo di 53,5 milioni di euro. La stipula del contratto, tuttavia, avviene solo il 22 dicembre 2023. Nel lungo intervallo tra aggiudicazione e avvio effettivo del servizio, la continuità operativa viene assicurata tramite una serie di proroghe agli operatori precedenti.
Sotto osservazione anche le modifiche intervenute dopo l’aggiudicazione, in particolare la sostituzione degli elicotteri indicati in gara, motivata dalla circostanza che, a distanza di tempo, i mezzi sarebbero divenuti “usati”. Ulteriori verifiche riguardano la disponibilità continuativa dei quattro velivoli previsti per il territorio regionale, l’operatività delle basi e il rispetto degli standard di sicurezza e di servizio.
Inoltre, ad oltre un anno dall’aggiudicazione della gara, Elifriulia non ha ancora sistemato le basi. Provvisoria quella di Roma a Ponte Galeria così come quella di Viterbo dove medici e piloti stazionano all’interno di container. Tutti escamotage, secondo gli inquirenti, per evitare di spendere quei soldi previsti dal capitolato per impegnarli in altro modo.
L’elicottero di Matera pagato da due regioni.
Nei mesi scorsi il Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza ha effettuato acquisizioni documentali presso gli uffici regionali. L’attività mira a ricostruire l’intero iter amministrativo e a verificare la correttezza delle valutazioni compiute in sede di gara, nonché la sussistenza dei requisiti dichiarati dall’aggiudicataria.
Parallelamente, Ares 118 riferisce di monitorare l’esecuzione del contratto in corso. «L’attività di controllo è costante e, in presenza di inadempienze, vengono applicate le penali previste», ha dichiarato il direttore generale Narciso Mostarda.
Gli accertamenti sono in corso e ogni valutazione definitiva è rimessa agli esiti delle indagini amministrative, contabili e penali. La partita sull’elisoccorso laziale, tuttavia, si conferma una delle più complesse e controverse degli ultimi anni nel settore dei servizi sanitari regionali.

