L’Autorità Anticorruzione demolisce la procedura d’urgenza difesa con arroganza dalla ex commissaria e attuale DG. Avevamo ragione noi: l’istruttoria è “carente e incompleta”, i numeri sono gonfiati o assenti e il risparmio è solo un’illusione pericolosa
CIVITAVECCHIA – Alla fine, la verità è venuta a galla, certificata dal sigillo più pesante: quello dell’ANAC. Adesso, dalla Direttrice Generale della ASL Roma 4, Rosaria Marino (candidata alle elezioni Politiche del 2022 con Calenda), non ci aspettiamo solo una rettifica amministrativa. Pretendiamo delle scuse.
Scuse ai cittadini, ai lavoratori e a questa testata, che aveva sollevato il velo su un affidamento “lampo” da oltre 700mila euro gestito con la solita, logora scusa dell’“estrema urgenza”. Quella stessa urgenza che, nel Lazio, è diventata il paravento dietro cui nascondere anni di mancata programmazione.
Il “buco” milionario nei conti della ASL
Parere di precontenzioso n. 29 del 3 febbraio 2026Il verdetto dell’Autorità (Parere n. 29 del 3 febbraio 2026) è una pietra tombale sull’operato della Marino.
L’ANAC ha accertato che la ASL ha tentato di bandire una gara da 7,5 milioni di euro per un servizio che, conti alla mano, ne vale almeno 14 o 15. Un errore di calcolo grossolano che mette a rischio la tenuta stessa del servizio di soccorso.
L’Autorità è stata chiarissima: pur comprendendo le esigenze di bilancio, una “eccessiva contrazione della spesa espone ad una alta probabilità di inadempimento contrattuale”.
Tradotto: se pagate la metà del prezzo di mercato, il servizio sarà scadente o l’azienda fallirà, con “inevitabili effetti negativi sulla intera collettività”.
L’arroganza della DG smentita dai fatti
Ciò che rende questa vicenda grottesca è l’atteggiamento tenuto dalla Marino. Quando Etruria News denunciò le zone d’ombra dell’appalto, la DG ci accusò di mancare di “professionalità” e “onestà intellettuale”, dicendosi “orgogliosa” di aver risolto il problema “legittimamente”.
Oggi l’ANAC scrive che quell’operato è “viziato da una incompleta e carente istruttoria” e che la ASL è tenuta ad annullare in autotutela gli atti di gara. Dottoressa Marino, chi è che mancava di professionalità? Chi sollevava il problema o chi ha scritto un bando talmente lacunoso da essere bocciato su tutta la linea? Il presidente Francesco Rocca e il responsabile della sanità della regione Lazio Massimiliano Urbani dovrebbero richiamarla all’ordine e forse chiederle di fare un passo indietro visto il marchiano e grave e(o)rrore commesso.
Manager riconfermati tra le polemiche che, alla prova dei fatti, scivolano sui fondamentali: la trasparenza e la correttezza dei conti. La ASL ha ora 15 giorni per adeguarsi o motivare il dissenso all’Autorità, pena il ricorso dell’ANAC stessa.
FOCUS: I NUMERI DELLO SCANDALO
Dall’analisi tecnica del Parere ANAC n. 29/2026
L’istruttoria dell’Autorità ha fatto emergere discrepanze matematiche e logistiche imbarazzanti per la dirigenza di Civitavecchia:
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Il valore dimezzato: La ASL ha stanziato 7,5 milioni di euro. Per l’ANAC, considerando i costi del personale e dei mezzi, la base d’asta corretta dovrebbe oscillare tra i 14 e i 15 milioni di euro.
Stipendi a rischio: Il costo della sola manodopera calcolato da Croce Bianca (ritenuto congruo dall’Autorità) è di 7.387.395,20 euro. In pratica, con la cifra stanziata dalla ASL si pagherebbero a malapena gli stipendi, senza considerare benzina, manutenzione e guadagno d’impresa.
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Il “giallo” delle ore: La ASL ha dichiarato di aver calcolato il costo del lavoro su un monte di 525.600 ore/uomo. L’ANAC boccia il dato: non si comprende come si sia arrivati a tale cifra e mancano riscontri probatori.
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Tempi impossibili: La ASL pretendeva l’arrivo dell’ambulanza entro 30-60 minuti dalla chiamata. L’ANAC rileva che coprire i 50 km tra i poli di Civitavecchia e Bracciano in quei tempi è impossibile senza mezzi dedicati in via esclusiva, costi che la ASL non ha però voluto riconoscere in tariffa.
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Costi “dimenticati”: Nella base d’asta la ASL non ha inserito i costi per il coordinatore del servizio, la centrale operativa, la piattaforma software di tracciamento e la manutenzione dei mezzi.

