Viterbo – Via della Pila, esplode la protesta al sit-in: oltre 800 firme. Disabile bloccata dai cordoli, intervengono i carabinieri

La rabbia di residenti e commercianti scende in strada. Rimpallo di responsabilità tra Polizia Locale e Comune per lo stallo inaccessibile a una donna in carrozzina. Achilli (FdI) e Micci (Lega) annunciano l’accesso agli atti: “Vogliamo vederci chiaro su questo cantiere”

VITERBO – La rabbia è scesa in strada e, questa volta, la tensione ha richiesto l’intervento delle divise. Giovedì mattina, via della Pila si è trasformata nel teatro di un presidio che segna un punto di non ritorno nello scontro tra il quartiere e l’amministrazione comunale. Quello che doveva essere un pacifico sit-in di commercianti e residenti, partiti in una ventina alle prime ore del mattino, ha visto i marciapiedi riempirsi progressivamente, mentre la raccolta firme sfondava quota 800 adesioni.

A presidiare la zona è arrivata la Polizia Locale, inviata direttamente dal Comando, seguita a stretto giro da una pattuglia dei Carabinieri. Una presenza massiccia delle forze dell’ordine innescata da un episodio drammatico che ha trasformato in realtà i peggiori timori sulle barriere architettoniche creatisi con i nuovi lavori.

Ulteriori problemi derivanti dalla poco chiara segnaletica, tante infatti le auto che hanno percorso la via contromano rischiando incidenti e congestionando gravemente il traffico.

Il paradosso: cordoli, disabilità e lo “scaricabarile”

A far precipitare la situazione è stata l’inaccettabile condizione in cui si è ritrovata una residente del condominio di via della Pila, costretta su una sedia a rotelle. A causa della modifica della viabilità e dell’installazione della ciclabile blindata dai cordoli, la donna ha denunciato la totale impossibilità di uscire di casa in sicurezza e raggiungere la propria auto parcheggiata nello stallo per disabili.

Il posto auto a lei riservato è stato riposizionato in un punto impossibile da raggiungere, davanti all’unica rampa presente per salire e scendere.

Di fronte a questo blocco fisico, si è consumato un surreale rimpallo di competenze. La Polizia Locale ha sostenuto che la questione fosse derubricabile a “problema condominiale”. Una ricostruzione respinta al mittente dai residenti, i quali hanno fatto notare come l’ostacolo non sia nato nel palazzo, ma sia il frutto diretto dello stravolgimento della viabilità stradale e degli spazi apportato dal Comune.

“Un moncherino fatto in fretta e furia”

Mentre le forze dell’ordine tentavano di dirimere la questione, il flusso di persone arrivate per apporre la propria firma non si è mai fermato, dimostrando come la vertenza abbia ormai travalicato i confini del quartiere.

Tra i manifestanti la sfiducia verso l’operato tecnico dell’amministrazione è totale. “Vorremmo nominare un tecnico di parte per capire se è davvero tutto a norma” spiegano i commercianti e i residenti radunati. Le perplessità riguardano in primis la stessa corsia ciclabile, giudicata insicura per la massiccia “presenza di tombini e altri impedimenti” lungo la traiettoria.

La sensazione, condivisa da tutta la piazza, è quella di trovarsi di fronte a un’opera monca. “Abbiamo la netta sensazione che questo sia solo un moncherino del progetto originale” ripetono dal sit-in, “un lavoro che è stato fatto in fretta e furia” pur di incastrare i fondi del PNRR, calpestando la reale vivibilità della zona.

La politica e gli enti in strada: parte l’accesso agli atti

A raccogliere lo sfogo della piazza è scesa in campo anche la politica. Al sit-in hanno partecipato attivamente i consiglieri di opposizione Andrea Micci (Lega) e Matteo Achilli (FdI), affiancati per l’occasione dall’ex sindaco Giovanni Arena.

La presenza della minoranza non si è limitata alla solidarietà, ma si è tradotta in un’azione amministrativa concreta: è stata infatti annunciata la formale richiesta di accesso agli atti. L’obiettivo dell’opposizione è acquisire tutta la documentazione tecnica, i progetti e le varianti in corso d’opera per capire, carte alla mano, “come sono andate le cose davvero” e se le tempistiche o le normative abbiano subito forzature durante la realizzazione di questa discussa infrastruttura.

Sul posto anche Andrea De Simone, segretario di Confartigianato Viterbo, che ha voluto far sentire, ancora una volta, la sua vicinanza ai commercianti dell’area. Già più volte De Simone ha dimostrato la sua posizione ferma, al fianco dei commercianti e contro la scelta dell’amministrazione di stravolgere così pesantemente la viabilità di Via della Pila, ora soggetta a traffico intenso, rischi per la sicurezza e altre problematiche stanno inficiando molto negativamente sugli affari della zona.

La sensazione comune, adesso, è che quelle oltre 800 firme possano trasformarsi in un qualcosa decisamente più preoccupante per l’attuale sindaco, Chiara Frontini. 800 firme che potrebbero facilmente tramutare in una manciata imponente di qualche migliaio di voti a suo sfavore alle prossime elezioni. Tutto per un cordolo.