Parola d’ordine “nessun compromesso”. Questo è il succo del discorso di presentazione della lista, rappresentata da Fratelli d’Italia, Lega, Per il Bene Comune, Noi Moderati e Giulio Marini. Una squadra che prende le distanze dalla recente alleanza Forza Italia – Frontini per le imminenti provinciali e, con molta probabilità, anche per le future amministrative viterbesi
VITERBO – Un posizionamento politico netto, una dichiarazione di unità valoriale e, soprattutto, l’apertura di un vero e proprio cantiere elettorale a lungo termine. Questa mattina, a Viterbo, è stata ufficialmente presentata la lista “La Casa dei Comuni”, una coalizione di centrodestra nata non solo per competere alle imminenti elezioni provinciali di giugno, ma con il dichiarato obiettivo strategico di arrivare strutturata e vincente alle elezioni amministrative del capoluogo (e degli altri centri della Tuscia) previste per il 2027.
La neonata compagine vede la convergenza organica di Fratelli d’Italia, Lega e Noi Moderati, affiancati dall’esperienza della lista “Per il Bene Comune”. Un’operazione politica che sposta gli equilibri della Tuscia e che si propone come l’unica e autentica alternativa al sistema di potere locale, tracciando un solco invalicabile rispetto alle recenti manovre di palazzo. Il bersaglio grosso, neanche troppo velato, è l’attuale sindaca Chiara Frontini, la cui recente intesa con Forza Italia e con il presidente uscente della Provincia, Alessandro Romoli, viene ribattezzata dalla coalizione – e da parte della cittadinanza – come espressione di un “civismo cinico”. Un’alleanza, quella tra la sindaca e i forzisti, che secondo i promotori della nuova lista ha di fatto tradito le promesse di chi, in campagna elettorale, si vantava di essere “aria fresca” e slegata dai vecchi apparati.
A delineare l’orizzonte della coalizione è il deputato di Fratelli d’Italia, Mauro Rotelli, che parla di «un progetto politico a lungo termine, un vero e proprio cantiere pronto a lavorare», nato per rimettere al centro l’ente Provincia e le sue tematiche aggregando nuove energie. Un entusiasmo condiviso dalla vicepresidente del Parlamento Europeo, Antonella Sberna, che evidenzia come l’unità sia il vero valore aggiunto della coalizione: «Siamo qui per lanciare una sfida nuova», afferma, ricordando che al di là delle singole sigle è la «base valoriale comune» a fare la differenza. A farle eco è il capogruppo regionale FdI, Daniele Sabatini, che descrive la compagine come «una lista di competenza e di territorialità» in grado di rappresentare l’intera Tuscia da nord a sud, configurandosi come una piattaforma aperta e pronta a dare voce a tanti cittadini.
Il vero snodo politico, però, resta Viterbo. E qui il muro eretto contro l’attuale amministrazione è invalicabile. La Lega, per bocca del suo esponente Andrea Micci, rivendica la propria coerenza e lancia un avvertimento chiaro anche in vista delle prossime comunali. Micci spiega infatti che le provinciali servono proprio a ribadire il posizionamento del partito, tanto da aver preteso dagli alleati l’esclusione di qualsiasi futuro accordo sul capoluogo: «Noi, alla Frontini, non abbiamo mai dato e non daremo mai appoggio», dichiara senza mezzi termini. Una posizione ferma che, precisa Micci, si differenzia da altri partiti e che apre ufficialmente la caccia a «la figura che dovrà rappresentare il centrodestra alle prossime elezioni».
Sulla stessa lunghezza d’onda il consigliere regionale Giulio Zelli (FdI), che non risparmia stoccate a chi ha preferito altre sponde politiche. «Qualcuno ha dimostrato di non curarsi delle casacche ma unicamente del posto che voleva ricoprire sulla scacchiera», affonda Zelli, definendo questo atteggiamento profondamente disorientante per i cittadini, i quali – ne è convinto – «lo capiranno bene alle prossime elezioni di primo grado».
Ma “La Casa dei Comuni” non è solo a trazione partitica; l’ala moderata e civica rivendica infatti il proprio ruolo fondante. Simona Governatori ricorda come Noi Moderati sia «schierata da questa parte fin dall’inizio», rivendicando il lavoro di tessitura portato avanti da un anno insieme a FdI e al resto della coalizione.
Particolarmente emblematico è poi il posizionamento di Giulio Marini, storico volto del centrodestra viterbese (FI-Fondazione-UDC), oggi seduto ai banchi dell’opposizione in Comune. La sua adesione suona come uno strappo alla linea assunta da Forza Italia a livello provinciale: «Sono qui perché nasco qui – confida Marini, spiegando come sia stata proprio l’ideologia a volerlo a quel tavolo –. Molti cittadini non votano perché si sono persi i valori e dobbiamo invece continuare a fornirli, ora più che mai».
A tirare le somme di questa ritrovata compattezza ci pensa Luisa Ciambella, anima di “Per il Bene Comune”. La consigliera non nasconde l’orgoglio per un traguardo auspicato da anni e parla di un centrodestra finalmente unito, fatta eccezione «per una parte che ha scelto un percorso diverso, doverosamente rispettabile ma allo stesso tempo ambiguo». L’obiettivo finale, conclude Ciambella, è uno solo: «Ristabilire un ordine che per tempo è mancato».
Con la presentazione di stamattina, la linea di demarcazione politica nella Tuscia è definitivamente tracciata. Da una parte l’esperimento civico-moderato dell’asse Frontini-Romoli; dall’altra il blocco compatto della “Casa dei Comuni”. La sfida per le provinciali di giugno sarà il primo banco di prova, ma la vera partita per Palazzo dei Priori è già iniziata.


