Tarquinia – Diego Sileoni: “Persi 35 mila euro per lo sport inclusivo, il Comune spieghi perché nessuna associazione è stata coinvolta”

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TARQUINIA – “Il Comune di Tarquinia ha dovuto restituire alla Regione Lazio 35.121 euro destinati allo sport inclusivo, fondi che avrebbero potuto garantire attrezzature, ausili e mezzi di trasporto per permettere alle persone con disabilità di accedere più facilmente alla pratica sportiva. Una cifra importante, un’opportunità concreta, un investimento già finanziato. Eppure, è andato tutto perduto”. Lo fa sapere Diego Sileoni.

“La ragione è semplice – prosegue Sileoni – e allo stesso tempo gravissima: nessuna associazione sportiva del territorio ha presentato domanda entro la scadenza del bando, pubblicato dal Comune il 29 novembre 2022. Nessuna ASD, nessuna SSD, nessuna manifestazione di interesse.
Un silenzio totale. Io come sottoscritto Diego Sileoni non posso far finta di nulla.

E mi pongo pubblicamente una domanda che credo sia doveroso porsi: com’è possibile che un intero territorio non abbia espresso neanche una richiesta per accedere a fondi dedicati allo sport inclusivo? È una domanda che non riguarda le associazioni, ma chi avrebbe dovuto informare, coinvolgere e, accompagnare. Perché quando un bando pubblico non riceve neanche una domanda, il problema non è delle associazioni: il problema è della comunicazione, della gestione, dell’attenzione politica.

Mi chiedo e lo chiedo all’amministrazione se: il bando sia stato realmente diffuso con efficacia; siano stati fatti incontri, telefonate, contatti diretti con le associazioni; qualcuno abbia verificato se le realtà sportive avessero dubbi, difficoltà, necessità di supporto; ci sia stata una strategia, o se ci si sia limitati a pubblicare un avviso sperando che qualcuno lo leggesse. Perché la verità è che €35.121,00 sono tornati indietro, e con loro è tornata indietro un’occasione di inclusione, crescita e sostegno alle famiglie. Un’occasione che altri Comuni hanno colto, mentre Tarquinia no.

Questo non è un dettaglio amministrativo: è un segnale politico. Un segnale di disattenzione, di mancanza di dialogo con il territorio, di assenza di una visione sullo sport inclusivo. Come movimento giovanile, non possiamo accettare che opportunità così importanti vengano perse nel silenzio generale. Chiedo che l’Amministrazione spieghi cosa non ha funzionato, perché nessuno è stato coinvolto, e quali misure intenda adottare per evitare che episodi simili si ripetano.L’inclusione non può essere trattata come una pratica burocratica.

È una responsabilità politica. E quando si perdono fondi già assegnati, questa responsabilità ricade su chi governa”.