VITERBO – “Viterbo ancora una volta azzerata”. È il giudizio del Partito Comunista Italiano – Federazione di Viterbo dopo lo stanziamento di oltre 3 milioni di euro da parte del Consorzio Unico Industriale del Lazio per interventi destinati all’ammodernamento, alla sicurezza e allo sviluppo delle infrastrutture produttive regionali.
Secondo il Pci, alla provincia di Viterbo non sarebbe stata destinata alcuna risorsa. Una circostanza che, per la federazione viterbese del partito, rappresenterebbe l’ennesima penalizzazione per il territorio e, soprattutto, una dimostrazione della scarsa capacità politica del centrodestra della Tuscia di incidere sulle decisioni assunte a Roma.
Nel mirino finiscono in particolare le condizioni delle aree produttive della provincia. Il Pci cita il polo ceramico di Civita Castellana, le zone industriali di Nepi, il litorale e l’Interporto di Orte, sostenendo che queste realtà continuino a fare i conti con carenze infrastrutturali, servizi insufficienti e strade in condizioni critiche.
Il documento diffuso dalla Federazione di Viterbo lega direttamente l’assenza di finanziamenti alla responsabilità della classe politica locale.
“Un centrodestra che a Viterbo vanta parlamentari, consiglieri regionali, presidenti di commissione e rappresentanti istituzionali di ogni ordine e grado, ma che nei fatti e nei luoghi dove si decide la spartizione delle risorse conta esattamente quanto il due di picche quando la briscola è a bastoni”, si legge nella nota.
Il partito contesta inoltre le promesse formulate al momento dell’ingresso dei comuni viterbesi nel Consorzio Unico Industriale, chiedendo dove siano oggi quei rappresentanti istituzionali che avevano parlato di un maggiore peso della Tuscia nelle dinamiche regionali.
Per il Pci, dunque, l’esclusione della provincia dai finanziamenti non sarebbe casuale, ma il risultato di una presunta “subalternità politica” e dell’incapacità del centrodestra viterbese di esercitare un’efficace azione di rappresentanza nei confronti della Regione Lazio.
La Federazione viterbese del Pci sostiene che la provincia rischi di essere considerata soprattutto come un «serbatoio elettorale», senza che alle promesse seguano interventi concreti a sostegno delle imprese e del mondo del lavoro.
Da qui la richiesta di un cambio di rotta e di una politica maggiormente orientata alla pianificazione pubblica, allo sviluppo industriale e alla tutela dell’occupazione.
“Non possiamo più permettere che il futuro economico dei nostri lavoratori e dello sviluppo industriale della Tuscia sia affidato a chi produce soltanto fumo e propaganda”, conclude il Partito Comunista Italiano – Federazione di Viterbo.

