TARQUINIA – Proseguono gli scavi archeologici nell’area di Gravisca, l’antico porto di Tarquinia, e arrivano nuovi ritrovamenti che contribuiscono a ricostruire la storia del sito.
Dopo le prime scoperte già rese note nei giorni scorsi, l’attenzione si concentra ora sui dolia, grandi recipienti in terracotta emersi durante le attività di scavo. Si tratta di enormi orci utilizzati nell’antichità per la conservazione di prodotti alimentari come vino, olio, cereali e legumi, elementi fondamentali dell’economia del Mediterraneo.
Questi contenitori, che potevano superare il metro e mezzo di altezza e raggiungere una capacità di oltre mille litri, erano realizzati con pareti particolarmente spesse e spesso venivano interrati in parte, così da mantenere una temperatura costante e favorire la conservazione del contenuto.
I dolia trovavano impiego nei magazzini delle abitazioni, nelle ville agricole e anche sulle cosiddette naves doliariae, imbarcazioni specializzate nel trasporto di grandi quantitativi di derrate lungo le rotte commerciali del Mediterraneo.
Le indagini archeologiche proseguono e non si escludono ulteriori novità nelle prossime settimane, mentre gli studiosi continuano a riportare alla luce testimonianze preziose del passato di Tarquinia.

