Un relitto romano risalente a oltre duemila anni fa, che trasportava circa cinquecento anfore, è stato scoperto a tre miglia dalla costa di Mazara del Vallo, in Sicilia. Dopo una segnalazione, ricevuta da alcuni pescatori, il Nucleo Tutela Patrimonio Culturale dei Carabinieri ha ispezionato la nave romana attraverso delle telecamere subacquee. L’imbarcazione si trova a una profondità di circa quarantasei metri e, al suo interno, sono conservate centinaia di anfore, probabilmente utilizzate per il trasporto di vino.
Il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli, ha definito il ritrovamento del relitto, lungo circa ventuno metri e largo sei, come «una delle più importanti scoperte archeologiche subacquee degli ultimi anni». Ha poi sottolineato come questo offra «preziose testimonianze della nostra storia», fornendo agli storici ulteriori prove delle rotte commerciali e degli scambi che hanno reso il Mediterraneo «un crocevia di civiltà».
In un post su Instagram, il sub Giacomo De Mola ha raccontato come si è imbattuto nel relitto. «La visibilità non era delle migliori… Mi sono avvicinato. E il cuore mi si è fermato. Sotto di me c’era una distesa enorme di anfore. È, senza dubbio, la scoperta più incredibile della mia vita», ha scritto. «È difficile descrivere cosa si provi a essere tra i primi esseri umani, dopo quasi venti secoli, a vedere di nuovo quel luogo».
Gran parte del carico della nave era costituito da anfore di tipo Dressel 1A, ampiamente impiegate per il trasporto del vino. Si tratta di reperti di enorme interesse storico per gli archeologi, poiché aiutano a ricostruire le reti commerciali che collegavano l’Italia ad altre aree del Mediterraneo tra il II e il I secolo a.C. Nei prossimi mesi, la Soprintendenza del Mare della Sicilia dovrebbe avviare una nuova fase di documentazione scientifica e di ricerca sul sito. Si tenterà di stabilire con maggiore precisione la datazione del relitto, l’origine e la destinazione del carico, nonché lo stato di conservazione dei materiali superstiti.
Quella della nave romana è solo l’ultima di una serie di importanti scoperte di relitti di epoca romana nelle acque italiane. Nel 2021, un’altra imbarcazione risalente al II secolo a.C. è stata rinvenuta al largo di Palermo: giaceva a novantadue metri di profondità, vicino all’Isola delle Femmine, e trasportava un ingente carico di anfore vinarie. Anni prima, nel 2013, i sommozzatori delle forze dell’ordine avevano individuato al largo della Liguria una nave romana quasi intatta, risalente anch’essa al II secolo a.C. L’imbarcazione, che trasportava circa cinquanta pregiate anfore, si trovava a circa un miglio da Alassio, a una profondità di cinquanta metri.

