“Abbiamo fatto scoprire l’Umbria al mondo, ora la sinistra non disperda quel patrimonio”
L’Umbria è, a luglio, l’unica regione italiana con il segno negativo nei dati sul turismo. È quanto emerge dalle rilevazioni del Ministero del Turismo, raccolte attraverso il sistema “Alloggiati Web” della Polizia di Stato, che registrano per la regione un calo degli arrivi del 3,7% e delle presenze dello 0,1%.
Un dato che ha scatenato l’immediata reazione dei consiglieri regionali di opposizione, che parlano di un “campanello d’allarme che la Giunta Proietti non può permettersi di ignorare”.
A firmare la nota sono Donatella Tesei ed Enrico Melasecche (Lega Umbria), Eleonora Pace, Paola Agabiti e Matteo Giambartolomei (Fratelli d’Italia), Laura Pernazza e Andrea Romizi (Forza Italia) e Nilo Arcudi (Umbria Civica – TP), che rivendicano i risultati raggiunti negli anni della precedente legislatura e mettono in guardia sul rischio di disperdere un patrimonio costruito con anni di investimenti.
I numeri della crescita passata
Secondo l’opposizione, il dato negativo di luglio va letto alla luce del percorso compiuto negli anni precedenti. Il 2025 si era chiuso con oltre 3 milioni di arrivi e quasi 8 milioni di presenze, numeri che avevano consolidato una crescita avviata nella legislatura targata centrodestra, quando – si legge nella nota – “il centrodestra e le forze civiche hanno scelto di investire con decisione sulla promozione dell’Umbria e sulla sua capacità di competere sui mercati nazionali e internazionali”.
I consiglieri ricordano che, nonostante il Covid, già nel 2023 l’Umbria era tornata sopra i livelli pre-pandemia, con oltre 2,6 milioni di arrivi e quasi 6,9 milioni di presenze, per poi salire nel 2024 a 2,78 milioni di arrivi e 7,32 milioni di presenze: una crescita rispetto al 2019 del 10,8% negli arrivi e del 19% nelle presenze. Nel 2023, inoltre, l’Umbria era stata premiata al TTG di Rimini come destinazione più apprezzata dagli stranieri, sulla base dell’analisi di milioni di contenuti e recensioni online.
Risultati che, secondo l’opposizione, sono figli di una strategia precisa: campagne di comunicazione, partecipazione alle principali fiere di settore, promozione sui mercati internazionali e valorizzazione delle diverse vocazioni turistiche della regione, da quella culturale a quella religiosa, enogastronomica, ambientale ed esperienziale.
Il nodo aeroporto
Un capitolo a parte è dedicato all’aeroporto San Francesco d’Assisi, definito “uno degli esempi più evidenti” della strategia della precedente legislatura. La Giunta Tesei aveva destinato 10 milioni di euro al piano di sviluppo dello scalo, cui si sono aggiunti nel 2024 ulteriori 6,8 milioni di euro per l’ampliamento e l’adeguamento della struttura: 5,1 milioni dal Fondo per lo Sviluppo e la Coesione 2021-2027 e 1,7 milioni di cofinanziamento SASE, con l’obiettivo dichiarato di raddoppiare la capacità di transito e raggiungere il milione di passeggeri annui.
Per centrare quell’obiettivo, sostiene l’opposizione, sarebbe necessario completare le opere già finanziate e dare piena attuazione agli investimenti avviati. Ma “a un anno e mezzo dal suo insediamento, la sinistra non ha messo in campo alcuna strategia all’altezza delle opportunità che ha ereditato e rischia di lasciare fermi investimenti e progetti già finanziati”.
L’appello alla Giunta
Nella parte conclusiva della nota, i consiglieri di opposizione chiedono alla Giunta regionale di difendere e far crescere il patrimonio costruito negli anni precedenti, attraverso nuove campagne di promozione efficaci, una presenza più forte sui mercati esteri, il sostegno agli operatori del settore, la valorizzazione di tutti i territori regionali e il rilancio dell’area del Trasimeno, oltre a una politica capace di trasformare eventi e grandi opportunità in presenze, pernottamenti e maggiore permanenza sul territorio.
“Il centrodestra ha dimostrato che la nostra regione può conquistare nuovi mercati e farsi conoscere in Italia e nel mondo”, concludono i consiglieri. “Ora l’Umbria non può permettersi di tornare indietro a causa dell’inefficacia amministrativa della sinistra, proprio mentre le altre regioni continuano ad avanzare”.

