Il blitz notturno a piazzale Gramsci ha mancato quasi per intero l’obiettivo, colpendo facciata, finestre e auto in sosta. Segni rimossi in poche ore ma tra gli spacciatori è polemica: “non riusciamo più a lavorare in pace”
Viterbo – Doveva essere un colpo dimostrativo. Si è risolto in qualche ora di pulizia. I palloncini e/o uova pieni di vernice rossa lanciati nella notte contro il palazzo di piazzale Gramsci, dove da mesi campeggia lo striscione “Remigrazione”, hanno mancato in buona parte il bersaglio: a rimediare gli schizzi sono stati soprattutto la facciata dell’edificio, alcune finestre e le automobili parcheggiate lì sotto.
I segni sono stati rimossi quasi subito. Di quel gesto, a distanza di giorni, restano soltanto lievi tracce. Lo striscione, invece, è rimasto al suo posto, perfettamente leggibile: esattamente dov’era prima del lancio.
Sull’episodio, avvenuto nell’immobile a pochi passi da Pratogiardino che ospita anche la sede dell’associazione La Fortezza, indaga la Digos. Gli investigatori stanno lavorando per risalire agli autori del gesto e potrebbero acquisire le registrazioni delle telecamere di sorveglianza installate nelle attività commerciali della zona: dai filmati, se disponibili, si conta di arrivare a un’identificazione.
Il conto dei danni
Il bilancio materiale dell’incursione è tutto a carico di chi non c’entra nulla con la vicenda. Chi ha lanciato la vernice non ha cancellato nessun messaggio: ha sporcato i vetri di un condominio e le carrozzerie di automobilisti che quella sera avevano semplicemente parcheggiato sotto casa, costretti poi a occuparsi della pulizia.
Un risultato politico pari a zero, insomma, con l’unico effetto collaterale di riportare sotto i riflettori proprio lo striscione che si voleva coprire.
La protesta dei pusher
Ad essere danneggiati realmente sono i pusher nord africani che sostano ai piedi del palazzo. “Non se ne può più. Qui è un via vai di gente e di polizia. Il lavoro è diminuito. Chiudete quell’associazione”. A parlare non è un Barelli qualsiasi ma uno dei pusher, spacciatore, che opera nella piccola piazza di spaccio davanti a Porta Fiorentina. Quella piccola fontana è il posto dove si siedono e aspettano i clienti in cerca di cocaina, eroina, crack e marijuana. Da quando sono arrivati questi “fassisti” queste povere risorse non hanno più un momento di tranquillità sul posto di lavoro.




