Il sindaco di Frosinone Riccardo Mastrangeli
Il primo cittadino è arrivato a tale decisione dopo la grave crisi politica che ormai da mesi paralizza l’attività amministrativa
A far precipitare definitivamente gli eventi è stata la sesta fumata nera consecutiva per l’elezione del nuovo presidente del Consiglio comunale. Nel corso dell’ultima seduta consiliare di venerdì scorso il candidato indicato dallo stesso sindaco Mastrangeli, Carlo Gagliardi, si è fermato a quota 12 voti, ben lontano dai 17 necessari per ottenere l’elezione d’aula, mentre lo sfidante Ferrara non è andato oltre i 6 voti.
Questo ennesimo stallo politico, che si trascina ormai da oltre quattro mesi dal decadimento della precedente presidenza, ha finito per certificare la totale paralisi amministrativa della città. Le forti tensioni interne erano emerse con estrema chiarezza già nei giorni precedenti, tra le dure contestazioni sollevate dall’associazione civica Identità Frusinate e le proteste di diversi consiglieri di minoranza e dissidenti, che erano persino arrivati a occupare l’aula per denunciare l’immobilismo della giunta.
Di fronte a una coalizione frammentata e incapace di trovare una quadra interna, Mastrangeli ha scelto di rompere gli indugi per difendere l’autorevolezza del Comune. Si apre adesso una delicata fase per l’ente: il primo cittadino avrà venti giorni di tempo per verificare i margini di un eventuale chiarimento politico o confermare l’addio definitivo, che guiderebbe il Capoluogo della Ciociaria verso il commissariamento e le elezioni anticipate.

