Chiesa di San Giuseppe insufficiente a contenere la folla, centinaia rimasti fuori. Applausi all’uscita del feretro. La sorella Sharon: “Il dolore è grande, ma più grande è il ricordo che ci lascia”
SANTA MARINELLA – Non è bastata la chiesa di San Giuseppe. Per l’ultimo saluto ad Alessio Fantozzi si è radunato un migliaio di persone, e diverse centinaia sono rimaste fuori, sul sagrato, perché all’interno non c’era più posto nemmeno in piedi.
Amici, conoscenti, allievi di ieri e di oggi. Il campione e maestro di surf, 56 anni, per tutti “il Leone del Banzai”, era una figura conosciutissima non solo a Santa Marinella ma lungo l’intero litorale, con legami forti anche a Civitavecchia. È morto tre giorni fa, dopo aver combattuto lontano dai riflettori contro una malattia scoperta l’anno scorso.
All’uscita del feretro la folla lo ha salutato con un lungo applauso. Alle esequie era presente anche il sindaco Alessio Manuelli.
Il messaggio della sorella
A parlare a nome della famiglia è stata la sorella Sharon, con parole affidate nei giorni scorsi a chi lo aveva ricordato sui social.
“Ho letto parole meravigliose su mio fratello e chiedo scusa se non rispondo personalmente uno ad uno, ma siete davvero tanti. Il dolore che ci accompagna è grande, ma tanto più grande è il ricordo che ci lascia. Grazie a tutti per l’amore che gli avete riservato.”
Era stata sempre lei, annunciando il funerale, a chiedere di non portare fiori: Alessio non li amava, e chi volesse fare un dono in suo nome poteva pensare agli animali della scuola di surf.
Quello che lascia
Nel 2002 aveva fondato la Banzai Surf School, diventata negli anni un punto di riferimento del litorale laziale e una fucina di talenti agonistici. A lui è legato il nome stesso di Banzai Beach, il tratto di spiaggia libera tra Santa Marinella e Santa Severa che ha contribuito a far conoscere e frequentare dagli appassionati.
Addio ad Alessio Fantozzi, pioniere del surf a Santa Marinella: “Un maestro di vita” (FOTO)
Ai ragazzi che gli passavano davanti — dai bambini agli adolescenti — non insegnava soltanto la tecnica, ma il rispetto per il mare. Aveva poi promosso “Surf for Children”, il progetto nato con i medici dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù per portare la tavola tra i piccoli pazienti.
Il sindaco Manuelli, ricordandolo, ha parlato di un pioniere assoluto della cultura del surf e di un maestro di vita, il cui sorriso e il cui legame con il litorale resteranno scolpiti nella memoria della città. Anche la Federazione Italiana Surfing, Sci Nautico e Wakeboard ne ha ricordato il ruolo di apripista: in questo pezzo d’Italia, si legge nella nota, aveva tracciato la strada per gli altri.

