Nel “nuovo cimitero” restano una sessantina di loculi, tutti all’ultimo piano e con gli ascensori spesso fermi. Non c’è nemmeno una bozza di appalto per nuovi spazi. Entro fine anno le bare rischiano di finire in deposito. Nel frattempo c’è chi interviene con modifiche architettoniche nei loculi in violazione del regolamento (tanto nessuno controlla)
A Montefiascone ormai manca il posto persino per morire con dignità. Il cimitero comunale è in piena emergenza loculi, e non per una calamità improvvisa. È il risultato di anni di inerzia, rinvii e scelte mai fatte dalle amministrazioni che si sono succedute. Tutti sapevano che gli spazi si stavano esaurendo, e nessuno è intervenuto in tempo.
Anche il cosiddetto “nuovo cimitero”, che doveva essere la risposta al problema, è quasi pieno. Restano disponibili circa sessanta posti, ma si trovano tutti all’ultimo piano dei blocchi di loculi. Sono i posti che nessuno vuole, e non per capriccio. Per arrivarci bisogna percorrere un lungo tratto e salire diverse rampe di scale, perché gli ascensori sono quasi sempre fuori uso. Per un anziano che vuole portare un fiore al marito o alla moglie, la visita diventa una fatica, a volte impossibile. Chi ha difficoltà motorie è semplicemente escluso dal diritto di ricordare i propri cari.
Nessun piano, nessun appalto

La cosa più grave è che non c’è nulla in preparazione. Non risulta avviata alcuna procedura d’appalto, nemmeno in bozza, per realizzare nuove aree di sepoltura. Eppure i tempi di un’opera pubblica sono noti a tutti: progettazione, gara, aggiudicazione e cantiere richiedono mesi, spesso anni. Chi non ha cominciato ieri è già in ritardo, e chi non comincia oggi porta la responsabilità di quello che succederà.
E quello che rischia di succedere è concreto. Già a fine anno le bare potrebbero dover essere sistemate in un deposito provvisorio, in attesa di un posto che non c’è. Sarebbe un’umiliazione per i defunti e per le famiglie, costrette ad aggiungere al dolore del lutto l’incertezza su dove riposeranno i loro cari.
L’anarchia dei loculi “abbelliti”

Al vuoto amministrativo si somma il disordine. Alcune famiglie hanno deciso di “personalizzare” i loculi con decorazioni e interventi fuori da ogni regola, scatenando polemiche. Il regolamento cimiteriale serve proprio a garantire decoro e uniformità architettonica, ma nessuno sembra farlo rispettare. Il risultato è un’anarchia che rischia di stravolgere l’armonia del luogo e di creare disparità tra chi le regole le rispetta e chi le ignora. Anche qui, il problema non sono solo le famiglie: è l’assenza di controlli.
È il momento di agire

Il cimitero non è un servizio accessorio. È uno dei luoghi più delicati di una comunità, quello in cui si misura il rispetto per la memoria e per il dolore delle persone. Lasciarlo arrivare al collasso significa aver fallito nel compito più elementare di un’amministrazione: prevedere i bisogni dei cittadini e rispondere in tempo.
Servono subito tre cose. Un piano straordinario per nuovi spazi di sepoltura, con tempi certi e un appalto da avviare senza altri rinvii. La riparazione immediata degli ascensori, per rendere accessibili i loculi già disponibili. E il rispetto effettivo del regolamento cimiteriale, con controlli veri.
La consapevolezza dell’emergenza c’è da tempo. Ora serve la volontà di affrontarla, prima che si arrivi davvero all’irreparabile.


