BARBERINO DEL MUGELLO – Lorena Isceri era ancora viva quando è stata gettata dall’ex compagno Federico Vella dal viadotto dell’Autostrada del Sole a Barberino del Mugello. È uno dei primi elementi emersi dagli accertamenti medico-legali sulla donna, uccisa lo scorso 4 settembre.
L’autopsia è stata eseguita all’ospedale Careggi di Firenze e rappresenta uno degli accertamenti disposti dalla Procura fiorentina per ricostruire nei dettagli la dinamica dell’omicidio.
Il quesito principale affidato al medico legale Beatrice Defraia riguardava proprio un aspetto ancora da chiarire: stabilire se Lorena fosse stata uccisa prima di essere gettata dal viadotto oppure se fosse ancora in vita al momento della caduta.
Dagli accertamenti esterni e dalla Tac effettuata sul corpo sarebbe già emerso che la morte è stata provocata dalle conseguenze della caduta e dal violento impatto al suolo dopo il volo da decine di metri di altezza.
La valutazione definitiva sarà comunque contenuta nella relazione medico-legale che dovrà essere consegnata alla Procura nei prossimi mesi.
L’esame autoptico ha interessato anche il corpo di Federico Vella. In questo caso i magistrati hanno disposto il prelievo di tessuti per gli esami tossicologici.
Gli accertamenti dovranno stabilire se l’uomo avesse assunto sostanze stupefacenti o psicofarmaci e se, al momento dei fatti, fosse sotto l’effetto di sostanze.
Un ulteriore elemento da chiarire riguarda i lividi riscontrati sul corpo di Lorena. I medici dovranno verificare se le lesioni siano compatibili con la caduta oppure se alcune di esse fossero già presenti prima che la donna venisse rinchiusa nel bagagliaio dell’auto.
Parallelamente agli accertamenti medico-legali, la Procura sta lavorando anche sui dispositivi sequestrati.
Il sostituto procuratore Antonio Natale ha disposto la copia forense dei tre telefoni cellulari acquisiti nell’ambito dell’inchiesta. L’analisi di telefonate e messaggi potrebbe contribuire a ricostruire quanto accaduto nelle settimane precedenti all’omicidio e a delineare con maggiore precisione i rapporti tra Lorena e l’ex compagno.
L’inchiesta è condotta nell’ambito di un fascicolo per sequestro di persona a fini di omicidio, con l’aggravante della premeditazione.
Terminati gli accertamenti, la salma di Lorena sarà restituita alla famiglia e trasferita a Squinzano, nel Salento, dove vivevano i suoi familiari.
A comunicarlo è stato l’avvocato Cosimo Miccoli, che assiste la famiglia Isceri, spiegando che i funerali dovrebbero essere celebrati tra mercoledì e giovedì.
Intanto da Squinzano è arrivato un nuovo appello di Franco Isceri, padre di Lorena, rivolto questa volta direttamente alle donne vittime di violenza.
Intervenendo alla trasmissione Dentro la notizia di Canale 5, l’uomo ha invitato chi si trova in una situazione di pericolo a non sottovalutare le minacce e a chiedere aiuto.
“Mi auguro che mia figlia sia l’ultima vittima. Mi raccomando, non fate come mia figlia, che lo voleva difendere e mi diceva che non lo voleva distruggere. La prima cosa da fare è denunciare”, ha detto.
Il padre di Lorena ha quindi ribadito il proprio appello alle istituzioni affinché vengano rafforzati gli strumenti di tutela delle donne vittime di violenza.
“Quanto vorrei vedere una legge con l’unanimità della politica per difendere le donne”, ha concluso.
Franco Isceri ha infine raccontato di aver più volte invitato la figlia a denunciare l’ex compagno. “Lei era una ragazza buona, non lo voleva rovinare. Non ci ha dato tempo”, ha detto ricordando la figlia.

